Tutti pazzi…per loro

DIMENTICANDO IL FILM, AMBIENTAZIONI E PROTAGONISTI MOZZAFIATO

Bisogna tenere a mente la avventure di zio Paperone, a caccia delle pepite d’oro nel Klondike per porvi dinanzi a questo film. Inoltre, dovreste esser stanchi da lavoro e voler staccare un paio d’orette per godervi gli incantevoli scenari marittimi e le bellezze maschili e femminili del creato. Fool’s gold, Tutti pazzi per l’oro nella versione italiana (che non è il petrolio), non è altro che un divertissment senza alcun fine narrativo che tratta la caccia all’oro sommerso da parte di uno sciamannato e squattrinato McConaughey, affiancato dalla ex moglie (ma non vogliamo rovinarvi la sorpresa!….sic) Kate Hudson.

Immaginate un posto mozzafiato come le Bahamas, immaginate dei cattivoni in stile Cattivik, immaginate un rapporto padre-figlia di fantozziana memoria, immaginate due attori protagonisti che, a parte strappare qualche sorriso qua e là, hanno unito l’utile al dilettevole (ossia andare al mare e nel frattempo recitare) et voilà, il gioco è fatto. Nasce così Tutti pazzi per l’oro, che in parole cinematografiche indica la ricerca di un fantomatico tesoro sommerso da un antico galeone spagnolo: si rivelerà piena di comici imprevisti e avventurose azioni di salvataggio, specialmente subacquee. Un film divertente tutto sommato, sulla falsariga di Trappola in fondo al mare, nonostante una sceneggiatura che balza dalla commedia romantica, all’action disaster-movie, con siparietti tra i due protagonisti in costume che sono la parte migliore del plot.

Recitazione ed impegno ai minimi storici, la pellicola di Andy Tennant vuole raccontare più che altro la passione, quell’uragano di energie che permette all’uomo di andare incontro a ciò che più desidera e “prenderselo”. Ma è decisamente un pò pochino per giustificare il notevole budget e aver scomodato la barriera corallina nel golfo del Messico. L’alternanza di situazioni farsesche e scelte registiche poco condivisibili sono le cose che rimangono maggiormente impresse nello spettatore, il quale difficilmente s’immedesimerà nel duo protagonista, poichè troppo bello e patinato per esser vero, l’acqua del mare e film come questo rovinano anche il gioiello più lucente. Se poi questo si trova sepolto sott’acqua, chiuso in forzieri del 18° secolo, allora non vale nemmeno la pena di accomodarsi in poltrona senza avere in mano voglia di ridacchiare e gli immancabili popcorn. Dedicato a chi ama il cinema del non-impegno.

A cura di Simone Bracci

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