Biopic: jim carrey

TRAVOLGENTE, VULCANICO, SUPERLATIVO

Non basterebbe un uragano di aggettivi per definire colui che è, senza ombra di dubbio, il più grande talento comico dell’ultimo ventennio. Grazie alla sua esuberanza e alla sorprendente mimica facciale, Jim “Faccia di gomma” Carrey si è affermato nella metà degli anni ’90, arrivando ad ottenere un compenso come attore di 35 milioni di dollari a film. Ma la vita di colui che molti inopinatamente (per la loro evidente diversa comicità) definiscono l’erede di Jerry Lewis, è stata tutt’altro che semplice.

Jim Carrey nasce a Newmarket (1962), una cittadina alle porte di Toronto, da una famiglia cattolica della piccola borghesia canadese, come ultimo di quattro fratelli (Patricia, Rita e John), figlio di Percy e Katleen Carrey. L’esordio di Carrey sul palcoscenico è stato nel ruolo di Babbo Natale in uno spettacolo messo in scena alla Blessed Trinity School. Qualche anno dopo, l’insegnante di Jim consentì al suo irrefrenabile alunno di improvvisare un quarto d’ora per i compagni, al termine d’ogni giorno di scuola. All’età di 12 anni, dopo che il padre perde l’impiego, la famiglia viene sfrattata e costretta a vivere nel camper, mentre Jim lavora come operaio in una catena di montaggio nell’acciaieria Titan. Carrey cercò uno sfogo alla sua rabbia tentando di lavorare come attore comico, ma al suo debutto allo Yuk Yuk’s di Toronto fu spietatamente fischiato.

Jim però non si perse d’animo e continuò ad affinare la sua tecnica, prima nei club di Toronto e poi al Comedy Store di Los Angeles. Dopo aver lasciato la scuola a soli 16 anni, dove si dilettava nelle imitazioni di Jimmy Stewart (il suo attore preferito) ed Henry Fonda e dopo un’adolescenza irrequieta, molti sacrifici e anni di gavetta, nel 1983 debutta sul grande schermo con All In Good Taste e l’anno seguente nella serie televisiva “The Duck Factory”. Nel 1986, conclusi alcuni lungometraggi di scarso rilievo, arriva finalmente il salto di qualità. Francis Ford Coppola lo vuole nella sua commedia Peggy Sue si è sposata, dove l’attore recita al fianco di Kathleen Turner e Nicolas Cage. Alternandosi tra cinema e tv, l’esilarante comico è stato protagonista di un suo celebre special intitolato “Jim Carrey’s Unnatural Act” (in cui sfodera le prorompenti doti di intrattenitore) e della fortunata sitcom della Fox “In Living Color” (dove era l’unico bianco in un cast di afroamericani).

All’inizio del 1994, dopo quindici anni di lavoro come attore di serie B, Tom Shadyac (che successivamente girerà con Carrey altre tre pellicole) lo scrittura. Un solo film, Ace Ventura: L’acchiappanimali, trasforma Jim Carrey in una star, e prima della fine dell’anno il trionfo al box office sarà replicato con The Mask e con Batman Forever. Nel 1995, dopo il successo di Scemo e più scemo, Carrey ha vinto il trofeo NATO/ShoWest assegnato al miglior attore comico dell’anno.

Nel 2000 si è visto assegnare lo ShoWest Award come miglior attore maschile. Scemo e più scemo aveva vinto anche il People’s Choice Award, con Carrey candidato nella categoria Miglior attore comico, riconoscimento che si è aggiudicato l’anno successivo grazie ad Ace Ventura – Missione Africa. Oltre alle numerose candidature per svariati altri premi, Carrey ha vinto cinque MTV Movie Award grazie agli altri film che seguiranno e che faranno di Jim una star planetaria, nonché uno dei divi più amati e contesi di Hollywood. Vincitore di due Golden Globes (ottenuti grazie alle toccanti e sorprendenti interpretazioni drammatiche in The Truman Show e Man on the Moon, l’attore dai brillanti occhi espressivi e dal sorriso irresistibile è puntualmente presente nelle classifiche dei divi più sexy del pianeta, redatte ogni anno dai magazine “People” ed “Empire”.

La lacrima che scende dal volto truccato del clown è smascheramento, esibizione, tragedia di una personalità rivelata nell’ultimo modo possibile. E’ interessante provare a studiare la geografia impazzita del volto di Jim Carrey. Una maschera, un artista, ma non solo. Questo è in sintesi Jim Carrey, l’interprete dei più recenti “Una settimana da Dio” (col ritorno alla commedia slapstick) e del poetico “Se mi lasci ti cancello” (Eternal sunshine….da una poesia di Alexander Pope, vincitore dell’Oscar come migliore sceneggiatura originale), è diventato ciò a cui sempre ha mirato. Un attore serio in carne ed ossa, che rende credibile anche il demenziale e il burlesco.

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