Il cavaliere alato vigila su di noi

                    Ci protegge nella notte, il suo regno oscuro

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Simbolicamente uno dei personaggi più forti mai creati. Quello che nell’universo dei fumetti aveva l’appeal più dark, uomo senza poteri ma col carisma e la corazza da supereroe. La DC Comics ha puntato tante volte sul suo cavaliere alato senza cavallo, il suo giustiziere con la remora della legalità, colui che accantona la legge per inseguire la giustizia materiale. Il protettore dei deboli dall’infanzia drammatica, l’uomo pipistrello al servizio del bene in volo planante su Gotham City.

{mosimage} Ciò che ha reso celebre l’eroe col mantello sia sul grande schermo, ma anche nei numerosi adattamenti precedenti, dai fumetti appunto, ai cartoons, alle serie tv, è sempre stato il suo conflitto interiore. Un animo nero votato alla giustizia, una maschera corazzata che protegge il mondo intero e da esso si protegge. E che, come tale incarnato, acquista fama in positivo e negativo nel momento in cui c’è bisogno di lui, quindi con un cattivo antagonista alla sua altezza, che interpreti il ruolo di Batman al contario. Un villain senza anima, che rappresenti il male e giochi con le vite altrui: un Joker appunto. Il 23 luglio uscirà in sala il seguito di Batman Begins, Il Cavaliere Oscuro, secondo capitolo di una differente “serie” reinventata dal regista Christopher Nolan che ha già infiammato il pubblico mondiale con i suoi primi sei minuti messi in rete e per tutte le note vicende legate alla morte di Heath Ledger; divorato dall’ossessione del personaggio stando alle malelingue del web, ma in realtà solo depresso e sfortunato. La spasmodica attesa è diventata evento planetario, ma più per il Joker postumo, rivisitazione ultradark rispetto a quella magnificamente fumettistica del Nicholson nel film di Tim Burton, che per il “metafisico” passaggio a salvatore notturno interpretato da Christian Bale (uno dei migliori attori della sua generazione a cui dedicheremo un pezzo, insieme allo scomparso Ledger). {mosimage} Proprio Batman viene messo in disparte, salvo poi ritrovarsi, trovando l’equilibrio interiore tra la vita privata del magnate Bruce Wayne e il suo alterego (maschera) da eroe che riporta un barlume di luce nello squarcio nerissimo della malavita di Gotham. “Chi ha paura del pipistrello?”. È proprio da qui che nasce la riflessione, l’armatura di Batman spaventa anche se ha un fine salvifico, incarna in silicone la rinascita dell’uomo dalle ceneri, dal buio di una caverna l’umanità riprende coscienza di sé e trae la forza per affrontare i suoi demoni, di qualunque nome e forma. La figura del Cavaliere Oscuro è proprio questa, uno scomodo salvatore che permette al suo piccolo universo costellato di figure tragicamente reali di sentirsi un poco più al sicuro, di avere una speranza di nero vestita che combatte al proprio fianco.

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