Cocktail noir per i coen

                   Spionaggio da barzelletta e avventure tragicomiche

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Basta esporre un compact disc per alimentare il marcio di una società infedele e le sue più profonde paranoie. Senza parlare di spie, complotti o agenzie governative. Il tema, raccontato mille volte, è di un banalissimo incontro-scontro, in un luogo qualunque chiamato Washington. Doveva essere una commedia, ma il pennello dei fratelli Coen ha trasformato Burn After Reading – A prova di spia, in una farsa neo pulp corposa e avvincente.

Il piatto forte del film è una sceneggiatura delirante, uno script al fulmicotone che fa dell’istrionismo degli interpreti e di una fotografia luminosa un afrodisiaco visivo, necessario affinchè il pubblico osservi divertito il racconto. Che parte subito forte, al contrario esatto di come chiude, con una zoomata dallo spazio verso la Terra (in questo caso all’interno del Pentagono), ad indicare la caducità dell’essere umano e al contempo la sua insignificanza nell’ordine più grande degli eventi. Da un fatto banale, scaturiscono una serie di situazioni legate ad un equivoco che coinvolgeranno persone totalmente differenti: in ballo le loro certezze. Un cd rom con informazioni della CIA riservate, cade letteralmente in mani sbagliate, le conseguenze saranno tragicomiche ed imprevedibili per un ex analista licenziato (strepitoso John Malkovich, ormai icona della suscettibilità americana) e la moglie infedele Tilda Swinton, per un agente del tesoro (Clooney autoironico e col vizio del footing) e per tre scapestrati dipendenti di un palestra (McDormand, la vera protagonista del film, Pitt, genialmente scemo, e Richard Jenkins). I Coen sono impietosi nel tracciare il quadro della fobia dilagante nelle metropoli d’oggi e lo fanno sottolineando l’assenza di responsabilità di ciascuna delle pedine sulla scacchiera. Attraverso menzogne ed inconprensioni, il fine ultimo diventa semplice intervento chirurgico, che a sua volta comporta omicidi e tradimenti come se piovesse. Probabilmente una delle opere più riuscite degli ultimi trionfatori ai premi Oscar, graffiante al punto giusto come certe trasposizioni di David Mamet sanno essere e velenosa come una puntata delle casalinghe disperate, ma in versione reality show. Un torrente di dialoghi che prende forma man mano che il film prosegue nel suo capogiro di sequenze, descritte in maniera talmente vera/amara da risultare surreale, così nella conclusione, sugello dell’ironico incontro tra ordine e caos. Da sottolineare la colonna sonora, finalmente pulsante in un film dei Coen, adeguata passo dopo passo alla stoltezza dei protagonisti, che sprecano le loro vite negandogli un senso che chiunque altro gli darebbe (a meno che costruire “sedie a dildo” non sia ritenuta attività socialmente utile). Brucialo dopo averlo letto sembra suggerire il titolo, in realtà a bruciarsi sono le anime e le coscienze dei personaggi coinvolti, così monotoni da agire nell’irresponsabilità priva di conseguenze…persino negli appuntamenti al buio. A prova di spia (titolo italiano come al solito indecente) rappresenta un immaginario grottesco di quarantenni standardizzati, che come automi si muovono, sbuffano e si concedono licenze sessuali senza emotività, rimanendo, alla fine, come il Chaplin operaio: intrappolati in un meccanismo per loro smisurato. Talmente strambo che nemmeno l’Intelligence riesce a definirne capo nè coda, se non “ripulendo” tutto alla sua maniera, sintesi estrema del disturbo della quiete pubblica, provocato da chi agisce inconsapevolmente troppo fuori dagli schemi.  

Titolo Originale: BURN AFTER READING
RegiaEthan Coen, Joel Coen
InterpretiBrad Pitt, George Clooney, Frances McDormand, John Malkovich, Tilda Swinton, Richard Jenkins, J. K. Simmons
Duratah 1.36
NazionalitàUSA 2008
Generenoir

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