La rabbia e l’orgoglio dei cops

                 Lento e drammatico, il film stenta a decollare

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Pride and glory, l’orgoglio e la gloria, due termini altisonanti che cozzano con certe moralità disoneste e facili alla corruzione che lambiscono anche i settori delicati della società. Come in istituzioni governative o anche nei dipartimenti di polizia (i cui sottoposti hanno stipendi ridicoli per rischiare la vita), nonostante il distintivo e la pistola dovrebbero salvaguardare certi atteggiamenti, non renderli complici. Se pensiamo a questo come il soggetto di un copione è facile intuire come il film di Gavin O’Connor non brilli in partenza per originalità, ma, come ha dichiarato il regista che l’ha scritto con il fratello, questa è una pellicola dedicata all’integrità di certi poliziotti newyorkesi. Dedicata a loro padre.

Già perché nella grande mela post 9-11, se da una parte non si voleva offendere l’immagine pubblica di certe imprese di poliziotti e pompieri, dall’altra si voleva semplicemente raccontare una storia di azioni sordide e decisioni ai limiti della legalità. Un poliziesco dalla forte struttura classica e dal piglio radicato nella socialità dei sobborghi metropolitani e nella difficile integrazione tra le varie etnie. Ancora oggi, scontro tra polizia e criminalità alle volte offusca i bagliori che provengono da Times Square. Lento e drammatico, Pride and glory – Il prezzo dell’onore incrocia le vicende familiari della famiglia Tierney, in cui il protagonista Edward Norton si troverà, affrontando le indagini su un quadruplice omicidio, a scontrarsi col padre Jon Voight, il fratello Noah Emmerich ed il cognato Colin Farrell, tornato in grande spolvero dopo alcune parentesi poco significative. Il film non decolla mai veramente e il regista sceglie una strada poco battuta, quella di mostrare tutto e subito, andando poi a scavare nelle psicologie dei protagonisti e nelle loro turbolenti storie notturne, in pattuglia o nelle strade fotografate come un grande ghetto. La morale si confonde, lo scontro tra giusto e sbagliato è ridotto al lumicino dei dissidi tra pochi uomini, anche se in fondo ciò che conta è poi l’immagine pubblica che esce dal confronto di uomini ammaccati e divise macchiate di sangue. Oltrepassare il confine, l’abuso di potere contro il rispetto dei diritti, crimine, redenzione, professionalità ed onore sono temi cari alla cinematografia hollywoodiana di genere, ma in questo film convergono tutte e troppo velocemente in una sceneggiatura gonfia di avvenimenti, che non  riesce ad approfondirne alcuno. Perciò si segue con attenzione la trama del giallo fino al prevedibile (ma da non sottovalutare) finale che si sbriga in una manciata di secondi, cadenzato dai ritmi ipnotici delle musiche irlandesi. Rimandi a The Departed e I padroni della notte a parte, che sono due filmoni in confronto, resta ottima la prova degli interpreti e lodevole l’intenzione degli O’Connor, ma la loro opera più sentita non rende appieno il messaggio di fiducia che avrebbero voluto trasmettere alla platea. Non ci si annoia, ma nemmeno esalta un minimo è questo è il problema più grande per un film che avrebbe dovuto scuotere gli animi e far riflettere.

Titolo Originale: PRIDE AND GLORY
RegiaGavin O'Connor
InterpretiEdward Norton, Colin Farrell, Noah Emmerich, Lake Bell, Jon Voight, Jennifer Ehle, Chris Astoyan, John Ortiz, Ryan Simpkins, Ty Simpkins
Durata: h 2.05
Nazionalità:  USA 2008
Genere: thriller

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