Tra intelligence e terrorismo

                         Scott mostra falsità e doppio gioco

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CIA, Medioriente, terrorismo internazionale e intercettazioni satellitari. Bastano quattro parole per spiegare un film? Certamente ne servirebbero decine di più per quantificare l’operazione in codice Nessuna verità, titolo (in originale Body of lies) che individua semplicemente l’ultima fatica cinematografica di Ridley Scott, regista sapiente nel dosare il giusto mix di adrenalina e tensione, spionaggio e diplomazia.

Roger Ferris (Di Caprio ad hoc nel ruolo) incarna l’Agenzia sul campo, l’infiltrato di quel mondo in cui regna l’Islam, colui che svolge incarichi di controllo e azione, oltre al recupero di dati sempre importantissimi per chi necessita del controllo sull’intero pianeta. E qui sta la chiave del film, il controllo teso in ogni spasmo, attraverso comunicazione cellulari e gps, il capo Hoffman (Russell Crowe appositamente ingrassato) segue a distanza orbitale il suo migliore agente e gli incarica missioni di notevole rischio, come quella di rintracciare l’irrintracciabile cellula di Al Quaeda che non si serve della tecnologia per compiere i propri attentati kamikaze, ma come millenni prima, messaggi passati di mano in mano. Scott indaga l’ennesimo argomento scottante del conflitto mediorientale, lasciando al sapiente montaggio di Pietro Scalia a parlare per sé e difatti la storia né risente, specie quando le riprese fluiscono nel deserto e i momenti lenti, alternati agli zoom stile Google Earth, prendono il sopravvento sul racconto già di per se non originalissimo. Tolto questo Nessuna verità ha un potenziale notevole, un trio di attori di grosso calibro ben diretti seppur nei pochi momenti insieme, ma il film non riesce mai ad appassionare come altre opere notevoli del regista inglese. Le prospettive che s’intersecano, quella giordana, quella americana e quella terroristica, sono visioni dello stesso mondo ma dalle fazioni opposte, in guerra senza senso, specie, come ricalca la storia, all’interno del medesimo popolo. Buoni e cattivi si mescolano e confondono, nonostante la vena critica per le torture, le uccisioni, gli attentati codardi e il fanatismo religioso siano le componenti più importanti della pellicola. Il cast affiatato raffina una storia che pone i suoi personaggi in locations suggestive quanto imponenti, l’uomo che si smarrisce in mezzo a tanto deserto, un grosso clamore per nulla. Vite umane di nessun conto, tradimenti e fiducia alla base della morale, Scott porta la telecamera nelle viscere di codici e onori, dona ai corpi un’espressione densa di significati e costumi e li carica di sguardi disperati, rassegnati, determinati e dolenti. Un cocktail di emozioni che farebbe invidia al miglior Le Carrè, ma che, nonostante tutto l’entusiasmo, lascia un tantino indifferenti nel finale quando in realtà a quelle latitudini geografiche più vicine di quanto immaginiamo, il dramma è vero e persistente.

 

Titolo Originale: BODY OF LIES
RegiaRidley Scott
InterpretiLeonardo Di Caprio, Russell Crowe, Carice van Houten, Michael Gaston, Vince Colosimo, Alon Abutbul, Clara Khoury, Jamil Khoury, Shredi Jabarin
Durata: –
NazionalitàUSA 2008

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