Cannes a tutta forza

 

                                            Guerre "stellari" sulla Croisette

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Cannes. Ultima frontiera nella Croisette, della galassia di Jacob. L’astronave interstellare guidata dal “capitano” di giura Isabelle Huppert avvisa il nostromo Paolo Sorrentino (presidente de Un Certain Regard) di puntare in alto, verso un luogo capace di dare l’illusione che conti solo il cinema e che i film proposti, nella miriade di diverse sezioni, rappresentino l’insieme delle tendenze che definiscono la nostra epoca.

 

 

 

Menzione d’onore al quotidiano francese Le Figarò, che insieme al paragone fantascientifico, colloca il festival più autorevole in una dimensione umana, dove autorialità e divismo hanno un punto d’incontro anche per l’ultimo dei vulcaniani.

A partire dalle numerose dive italiane come Claudia Cardinale, Virna Lisi, Maria Grazia Cucinotta, Laura Morante, Margherita Buy, Valentina Cervi, Valeria Solarino che sfileranno tutte insieme per celebrare il restauro dell’avventura di Michelangelo Antonioni. Poi inconsueta apertura firmata Pixar, che lanceranno in orbita “Up”, il quale inaugurerà questa 62° edizione (13-24 maggio), fusione prelibata tra il lato artistico e quello glamour.

Tale è il fascino emanato dai grandi cineasti che mirano alla palma d’oro e che sono stati fortemente voluti da Gilles Jacob: Coppola, Tarantino, Jane Campion, Loach e Almodovar. Per citare solo alcuni nomi, infilando nel mezzo l’ultimo film di Heath Ledger, quel “"Parnassus: l'uomo che voleva ingannare il diavolo", a cui Terry Gilliam ha dedicato un pezzo di cuore, lo stesso messo da Bellocchio, unico connazionale a gareggiare quest’anno, mentre girava “Vincere”, opera drammatica cucita addosso ai personaggi di Filippo Timi e Giovanna Mezzogiorno.

L’altra Europa di certo non è stata a guardare e sfodera alcune sue armi fotoniche, rispondenti ai nomi del francese Alain Resnais con “Les Herbes Folles”, del danese Lars Von Trier che presenterà il controverso “Antichrist”, con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg e dell'austriaco Michael Haneke con “The White Ribbon”.

Questi sono i viaggi dello star system di Cannes. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi di celluloide, alla ricerca di nuove forme di racconto e di nuove civiltà, per arrivare dove nessuno è mai giunto prima. 

 

 

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