Reitman convince ancora

                       Un Clooney ispirato alla ricerca dei nobili sentimenti

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L’uomo, la giacca e la cravatta. Lo vediamo sempre in questa veste, ma George Clooney è molto di più. Sebbene con la sua aura da classico divo hollywoodiano possa sembrare “Tra le nuvole”, in realtà come attore è ben saldo per terra e i suoi ruoli stanno proprio ad indicare queste sue scelte terrene. Le ambiguità dell’uomo e i mille risvolti dell’amore, parola che vuole evadere dai suoi confini ordinari per approdare nella nella mente di Ryan, personaggio che nei suoi viaggi conoscerà e s'innamorerà di Alex, un’altra frequent flyer molto affine al suo stile di vita.

 

 

 

Chi è Ryan? È l’ultimo Clooney nella visione del regista Jason Reitman, ma anche un tipo qualunque dallo scomodo ruolo, quello di licenziatario umano, figura assoldata per congedare nella maniera più indolore possibile i propri dipendenti in giro per gli States. Commedia, dramma, pistolotto sui sentimenti, fantasioso e creativo, il film prende spunto da alcuni episodi concreti nella loro attualità e si esalta nelle interpretazioni normali del divino George, colui che senza osare troppo può, passando di set in set. Il film proietta ogni concetto di autorealizzazione, una sola persona che guarda il mondo da un oblò e trasforma il suo percorso-cammino in una parabola sul ritorno: viaggiare fino a ritrovare se stessi. E venire poi ingannati. Elogio dei valori familiari, pur se sdoppiati nel loro essere, quella costruzione di un secondo io in cui incanalare le proprie represse (im)possibilità. Reitman dopo “Juno” fa di nuovo centro, con freschezza e ironia, alleggerendo uno stile di vita da vestito elegante in un turbinio di emozioni interne e personalissime, uno scompiglio interiore infiammato da un’esistenza grigia, che necessita tanto di salvezza, quanto di semplice compagnia. Il Clooney che piace e diverte si annoda la cravatta e, col volto di rappresentanza, si prepara al prossimo volo. La realtà è servita a tempo di vuoti d’aria, un messaggio diretto ed efficace per rimanere incollati al pavimento e non campare di fantasia. Questo rimane il vero messaggio, una volta risolti i propri conflitti allora ci si può voltare compiaciuti, guardando la propria soddisfazione come un traguardo da raggiungere ogni volta.

 

(Up in the Air) – Regia: Jason Reitman – Cast: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey, James Anthony, Steve Eastin, Tamala Jones, Dave Engfer – Genere: commedia – drammatico – Produzione: Paramount Pictures – USA 2009 – Durata: 108 minuti

 

 

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