Delude la terza di true blood

ARRIVATI A META’ STAGIONE IL PLOT NON DECOLLA

Le avventure sbadate della cameriera Sookie Stackhouse hanno fatto il giro del mondo e si sono lasciate divorare avidamente il primo anno. Dodici puntate bevute come il sangue sintetico distillato per i vampiri dichiaratisi all’umanità, non-morti pensanti con i quali le persone convivono, lavorano e fanno sesso come nel caso del duo protagonista: Sookie e Bill Compton (Anna Paquin e Stephen Moyer, anche compagni nella vita). Ma oltre a loro brulica un universo di personaggi e creature estremamente variegato, che dalla seconda stagione, sono andate mano a mano intensificandosi e intricandosi. Fino ad arrivare a questa terza stagione, incasinata e dalle troppe figure in causa per comprendere appieno con chi di loro spalleggiare, specie dopo che ci si era affezionati alla loro perifericità da provincia americana. La stagione stenta a decollare, in gioco sul focolare c’è troppa carne, umana-vampira-licantropa-e-mutaforma che gli sceneggiatori non sanno più dove portare il distratto spettatore. Certo non mancano suggestioni e duetti tra mortali e esseri della notte, ma il gran flambè che si vuol raccontare finisce per confondere e non rendere credibile perchè i Vampiri siano così attratti dalla “loro” burocrazia da rendersi perfino noiosi, un’ultra umanità più snob e arrogante a cui è difficile fidelizzare una fetta di pubblico. Molto meglio ritornare alla telepate Sookie e alla sua ricerca del vero amore horror.

di Simone Bracci

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