Il sacrificio dei cineasti italiani

MOMENTO DIFFICILE PER TUTTO IL PANORAMA CINEMATOGRAFICO

Era nell’aria da tempo, ma finora nessuno si era sbilanciato come ha fatto Paolo Protti, presidente dell’Agis: “Il sacrificio richiesto a tutto lo spettacolo, che è del tutto marginale rispetto agli obiettivi della manovra finanziaria complessiva, si rivela assolutamente devastante per le nostre imprese con le inevitabili conseguenze per i posti di lavoro, per il fatturato che rappresentano e per l’indotto economico-industria le che muovono”. Così ha dichiarato Protti, nel corso di una serie di incontri avuti con il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, con le presidenze delle Commissioni Cultura della Camera e del Senato, e con il coordinamento degli assessorati alla Cultura delle Regioni.

“Occorre elevare – ha aggiunto il presidente dell’Agis – lo stanziamento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) 2011 quanto meno a 450 milioni di euro, contro una proiezione attuale di 304 milioni (la più bassa in assoluto dall’istituzione del Fus), prevedendo 500 milioni per il 2012, per evitare che le imprese di spettacolo con i bilanci in regola debbano portare i libri in tribunale”.

Tra gli altri interventi necessari: non sopprimere l’Ente teatrale italiano (Eti) ma affidargli il compito di promozione del teatro in Italia e all’estero; reperire i finanziamenti pubblici per Cinecittà Holding al di fuori del Fus; coinvolgere l’Agis e le altre parti sociali con i regolamenti per le fondazioni liriche; dare compimento all’iter della riforma dello spettacolo dal vivo, assicurando le relative risorse; sbloccare la proposta di riforma del cinema ora ferma al Senato; confermare per il 2011 e il 2012 le incentivazioni fiscali per l’industria cinematografica.

Per il presidente dell’Agis, inoltre, “si impone la necessità e l’urgenza di nuovi decreti ministeriali che consentano di affrontare l’emergenza di oggi, prevedendo criteri di destinazione delle risorse coerenti con la volontà politica più volte dichiarata di una più stretta correlazione tra finanziamenti pubblici ed efficienza gestionale”.

“Nella consapevolezza della difficile situazione congiunturale – ha concluso Protti – quella dello spettacolo è economia reale che necessita di nuove regole di sistema e di un investimento che sostenga le riforme. L’Agis non solo richiede ma si propone come parte sociale con cui confrontarsi su nuovi progetti, nuove regole, anche per l’emergenza, nuove ridefinizioni degli obiettivi specifici e generali, ed in tal senso si rivolge con forza a Governo, Parlamento, Regioni ed Autonomie locali”.

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