Teen drama: genesi ed evoluzione

DA BEVERLY HILLS ALLA NEW YORK GLAMOUR DI OGGI

In principio fu Beverly Hills e quel codice postale che è diventato una icona: 90210. Pantaloni a vita alta, capelli cotonati e fantastiche giacche con le spalline. Erano gli anno ’90 e Luke Perry, il Dylan, della omonima serie televisiva era presente in tutte le stanze delle adolescenti sotto forma di poster. La serie ambientata in California, senza saperlo, aveva creato un nuovo filone nell’oceano della serialità televisiva mondiale: il teen drama. Per la prima volta un telefilm raccontava il mondo adolescenziale affrontando tutti quei temi delicati che vi ruotano intorno. Il sesso in primis, ma anche l’amicizia, gli amori, la trasgressione ed il conflittuale rapporto con i genitori. Era facile immedesimarsi in quei ragazzi, che seppur dell’alta borghesia californiana, vivevano quelle esperienze care a tutti noi coetanei di quell’epoca. Beverly Hills fu il primogenito, ma la prole che ne è seguita nel corso degli anni è stata di altrettanto spessore e successo. Ogni lustro ha avuto un suo punto di riferimento e altrettanti personaggi con cui milioni di ragazzi hanno condiviso gli anni dell’adolescenza. Capeside, Contea Arancione e Upper East Side. Tre luoghi agli antipodi tra di loro, ma che subito fanno scattare in noi quel meccanismo di associazione mentale: Dawson’s Creek, The O.C. e infine Gossip Girl, l’ultima evoluzione del genere. Alzi la mano chi almeno una volta non ha sognato di diventare un regista alla Spielberg al pari del personaggio più introspettivo di tutta questa rassegna: il romantico Dawson Leery. Il telefilm che prende spunto dal suo nome ha rappresentato, soprattutto per il pubblico italiano, un primo esempio di dipendenza e culto mediatico al pari dei nuovi idoli di Twilight. Una serie tv, dedicata ad un pubblico prevalentemente giovane, venne trasmessa per la prima volta in prima serata e con ascolti record. Numerosi critici incensarono la serie per il suo realismo ed i dialoghi intelligenti, con una semplicità e allo stesso tempo una profondità nei sentimenti raccontati mai visti prima. Le avventure di Dawson, Joey e Pacey (primo esempio di triangolo amoroso e morboso) ci hanno appassionato e fatto commuovere proprio perché emblema di quell’universo giovanile, smanioso di crescere e di affrontare il mondo esterno, ma allo stesso tempo insicuro e non sempre pronto ad appiccicarsi addosso l’etichetta “dei grandi”. Infine le ultime due serie di culto del nuovo millennio The O.C. e Gossip Girl, entrambe partorite dalla mente geniale di Josh Schwartz. Fu lui che propose alla Fox, l’ennesimo dramma adolescenziale attingendo a piene mani dai precedenti appena illustrati. La carta vincente per il successo fu quella dell’ambientazione nello sfarzoso quartiere residenziale alle porte di Los Angeles. Una scelta che rispecchiava, ahimè, l’evoluzione delle giovani generazioni figlie del post capitalismo. L’immagine prima di tutto; e quindi una casa con piscina e vista mare bastava a far volare con la fantasia i nuovi adolescenti più di una bella storia d’amore. Ovvio poi che la storia d’amore c’era eccome, mettendo tra l’altro insieme i due belli e dannati della serie, Ryan e Marissa, ma già in questa esperienza si stava perdendo quel senso di profondità e visti in passato. Negli ultimi anni poi il nuovo prodotto di riferimento è diventato Gossip Girl. New York è una città che già da sola richiama attenzione, figurarsi se inserita nel contesto delle vicende di un gruppo di rampolli dell’alta borghesia locale. I nostri ragazzi sognano ad occhi aperti tra serate di galà, feste private in cima all’empire state building e cocktail party nelle spiagge degli Hamptons. I retroscena dei protagonisti vengono raccontati nel telefilm, dal blog di una penna sconosciuta (Gossip Girl), e nei nostri giovani, fuorviati dall’era facebook prevale lo spirito di emulazione. Peccato scoprire che la finzione televisiva e internettiana sia ben distante dalla realtà quotidiana.

A cura di Francesco Buosi

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