Il cielo grigio della biennale

VENEZIA 67. TERZO GIORNO DI PROIEZIONI

Venezia, giorno terzo. Cielo uggioso e volti dubbiosi. Il cinema come lo si respira qua ê’ un pallido ricordo degli anni sfarzosi e dei lustrini da festival, specie alle prime ore del mattino. Probabilmente la sonnolenza deriva anche da un’annata strana, diversa, low cost, un mix alternativo e progressive di film underground e divi&starlette. Le prime due giornate hanno decretato il solito trionfo del vhs, l’appeal del riciclato e di cassetta composto dal duo Machete e Black Swan, due film all’opposto ma con la stessa cruenta battaglia: una interiore, l’altra fisica. Oggi Sofia Coppola scenederá’ in campo contro John Woo, premiato alla carriera da mastro Tarantino, immancabile camiciona a quadri e sguardo spiritato del mestierante piu’ incallito, vero eroe di questa Mostra professionale quanto dallo scarso appeal. Finora. Tutti pronti a ricredersi all’ombra del cantiere per il nuovo palazzo del cinema che ha rivoluzionato tutto lo spazio movie village dedicato ai professionisti del settore e a noi giornalisti. La marea di sponsor spinge il Festival verso orizzonti di scoperta cinematografica che ai piu’ non sará’ mai dato conoscere, Tailandia, Filippine, Iran e altre dinastie del film che scaldano i cuori degli appassionati e rimangono in giacenza negli archivi della Fondazione, qui per ora il piatto forte sono le retrospettive dedicate a cio’ che eravamo e ai necessari red carpet mondani. Come da 67 anni d’altronde, la tradizione, specie quella ben coltivata, e’ dura a morire.

S.Bracci

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