Il festival del film parte dal macro

IL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA OSPITA JAMIE SHOVLIN

Arte e cinema intrecciati senza via di fuga. Il MACRO di Roma ospita Hiker Meat, il nuovo progetto del giovane artista inglese Jamie Shovlin: omaggio reale a un film mai esistito.

Il nuovo progetto di Jamie Shovlin parte dal cinema d’exploitation degli anni ’70, tramite cui l’artista ricostruisce nelle sale del MACRO la storia di un film mai realizzato, attraverso i materiali e gli studi che lo hanno costituito. Oggetto dopo oggetto lo spettatore entrerà nel mondo del film Hiker Meat che Shovlin mostra insieme all’archivio degli studi e degli oggetti di scena, dei costumi, dei dialoghi e dei trailer che ne hanno accompagnato l’uscita, trasformando così un evento immaginato in uno possibile e forse reale.

Le 20 lavagne che attraversano diagonalmente la sala raccontano e schematizzano la struttura del film di Jesus Rinzoli e a queste fanno riferimento gli oggetti di Hiker Meat creati da Shovlin che “si contraddicono, sono storici e nuovi e suggeriscono qualcosa che ancora deve avvenire”, insinuando il senso di una memoria mai esistita e affermando la volontà di condurre il pubblico verso il luogo in cui “il film e l’idea sono entrambi punto di partenza per l’immaginazione”.

Hiker Meat e il suo regista Jesus Rinzoli non sono mai realmente esistiti, come nemmeno la band tedesca Lustfaust, che ne ha realizzato la colonna sonora e che è stata oggetto della precedente serie di lavori dell’artista. Il progetto di Shovlin offre infatti anche uno spunto di riflessione sul viscerale legame tra immagine e suono, enfatizzato nel cinema d’exploitation dalla costante presenza di archetipi e miti, e celebrato anche dall’intensa relazione tra regista e musicista, come nel caso di Dario Argento e Goblin o di Lucio Fulci e Fabio Frizzi.

Carolina Pozzi

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