M.sole tognazzi: ritratto di mio padre

DOCUMENTARIO COME ATTO D’AMORE FAMILIARE

È iniziato (pur non ancora ufficialmente) il quinto Festival del cinema di Roma; il che non è una novità, dato che da giorni i cinefili italiani non parlano di altro. È iniziato perché questa mattina è stato proiettato il documentario “Ritratto di mio padre” di Maria Sole Tognazzi, a vent’anni esatti dalla morte del mitico Ugo Tognazzi, scomparso troppo prematuramente all’età di soli 68 anni.

Comincia in questo modo l’avventura della rassegna capitolina, che sarà all’insegna del ricordo del mitico attore cremonese. In appena 85 minuti infatti la figlia di Tognazzi ripercorre attraverso interviste a mostri sacri del cinema italiano e internazionale – Bertolucci, Piccoli, Scola, Placido, Avati, Villaggio ecc… -, attraverso spezzoni di film, attraverso interviste d’epoca degli archivi RAI, e soprattutto attraverso i filmini privati in Super8 ci racconta l’uomo-padre-amante-attore Tognazzi, regalandoci una visione a 360 gradi di uno dei colonnelli del nostro cinema.

Sono proprio i momenti privati, con riprese “familiari” girate da personaggi illustri come il regista Marco Ferreri, i più interessanti della narrazione che un po’ ci fanno rimpiangere quel modo di fare cinema e quelle star che appartengono ormai ad un lontano passato glorioso della celluloide italica.

La regista dirige sapientemente un documentario riuscendo, come in un puzzle, a mettere insieme l’uomo privato e l’uomo pubblico, compiendo anche quella che è una sorta di ricerca personale di una figlia alla ricerca di un padre (amato), ma non perfettamente conosciuto.

Per tutti quelli lontani dal Tevere, c’è un appuntamento da segnare sul calendario: domenica 31 ottobre ore 17:00 su La7 (che ha prodotto il documentario) per vedere questo piccolo capolavoro malinconico.

Smoking Bianco

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