Scott pilgrim vs.the world: recensione

GLI ANNI 90 VISTI CON GLI OCCHI DI MICHAEL CERA

Benvenuti nella fantastica mente di un ventiduenne qualunque, che ha vissuto la sua infanzia negli anni Novanta. È questo quello che ci racconta e che ci si deve aspettare dalla divertente commedia “Scott Pilgrim vs. The World” di Edgar Wright con Michael Cera, Brandon Routh, Kieran Culkin, Chris Evans e Anna Kendrick. Lo spettatore è catapultato nella mente di Scott Pilgrim, interpretato divinamente da Michael Cera, che vive tutto il mondo che lo circonda come se fosse un videogioco. Il film racconta le vicende del protagonista che, una volta trovata la donna dei suoi sogni, deve sconfiggere i suoi sette ex fidanzati, in un crescendo di difficoltà, livello dopo livello, fino alla (non scontata) fine. Confrontarsi con una storia nata per i fumetti, di cui la pellicola vuole mantenere il carattere e lo spirito originale, è sempre impresa ardua, ma nel complesso l’operazione è perfettamente riuscita. Che siamo di fronte ad un lavoro “particolare”, lo si capisce fin dall’inizio quando il logo e la musichetta della Universal, che distribuisce la pellicola, sono presentati con jingle e grafica di un videogame anni ’80, sgranature annesse. Il film è decisamente originale, simpatico, anche se non è di facile lettura. Sì, perché nonostante il carattere molto MTV del lavoro, non bisogna pensare assolutamente di sminuire il tutto riducendolo ad un banale lungometraggio per adolescenti. Infatti l’azione si svolge nei meandri della mente umana e negli onirici sfoghi visivi di un regista, Edgar Wright, che sicuramente farà strada. Wright ha inoltre le spalle coperte da un’ottima sceneggiatura, scritta da Michael Bacall, che crea sette differenti avventure, mai banali, da videogiochi e molto fantasiose da vedere. Da sottolineare anche la bravura degli attori nel portare in scena personaggi dalle psicologie complesse, ancora a testimonianza del fatto che, almeno per gli abitanti fuori dalle italiche sponde, commedia non vuol dire mediocrità. Si sente poi profumo di Tarantino e di Rodriguez soprattutto nei duelli più spettacolari, il tutto divinamente colorato da scritte, suoni e immagini (la PeeBar è geniale!) che arricchiscono il mondo di Scott Pilgrim e lo trasformano, forse, nella commedia più interessante di questo 2010. Da godere!

A cura di Davide Monastra

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