We want sex: recensione

IL SAPORE GUSTOSO DI UNA RIVOLUZIONE NECESSARIA

“Come ve la caverete ora?” “Non mi faccia certe domande stupide, siamo donne!”.

Non si può racchiudere tutto in una frase, ma sicuramente è questa l’anima di We want sex.

Siamo nel 1968 in Inghilterra, la Ford ha 55 mila operai nella fabbrica nell’Essex tra loro

187 donne, altro che quote rosa!! Addette alla cucitura dei sedili delle automobili sono considerate, anzi no

non sono proprio considerate, e lavorano in uno scantinato in condizioni disagiate e con una paga inferiore a quella degli

uomini. Non ci sarebbe niente di strano se non decidessero di opporsi alle ingiustizie che i superiori fingono

di non vedere. Nacono così una serie di situazioni che portano le “ragazze della Ford” a comprendere

sia la loro importanza all’interno della fabbrica sia a ridimensionare il loro ruolo di madri e di

mogli perfette. In tutto questo ci sono i mariti, confusi e disorientati, da una parte cercano di sostenere le proprie

dolci metà nella lotta, dall’altra si ritrovano scomodi nel ruolo di casalinghi e papà a tempo pieno.

We want sex affronta in modo leggero una tematica in realtà importante come la parità femminile,

argomento ancora oggi a distanza di anni spinoso, almeno per quanto riguarda l’Italia.

Una commedia leggera che fa ridere e piacerà molto alle donne, applausi e risatine complici nella sala cinematografica lo confermano,

gli uomini invece non ne escono benissimo nella maggior parte

dei casi ma riescono comunque a salvarsi in calcio d’angolo. Da non perdere!

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