Festival d’italia a paragone

ROMA, VENEZIA, TORINO, SALERNO: CHI VINCE E CHI PERDE?

Tanto bistrattati e tanto criticati. Che cosa? I Festival cinematografici del Bel Paese. Venezia attacca Roma, Roma risponde malamente a Venezia e Torino se la prende con tutti per la poca visibilità.

Ok, stiamo solo giocando un po’. Eppure è vero che da un paio di anni degli eventi festivalieri dell’Italia si sente parlare solamente per le polemiche che ruotano intorno, per il glamour (ben venga, ma con gusto!) e per le feroci guerre tra organizzatori.

Ecco quello di cui sopra è il tipo di Festival che non ci piace, e che lasciamo per un momento di lato per dedicare un minuto di attenzione a ciò che è stato tra Torino, Venezia e Roma, come film presentati in concorso, nelle sezioni laterali e fuori gara.

A pochi giorni dall’evento dell’anno, la notte degli Oscar, i tre eventi mondani d’Italia si riscattano da tutte le (inutili) accuse, mosse dai detrattori della cultura.

Quello che subito salta all’occhio è che quattro film candidati all’Oscar 2011 nella categoria Miglior Film sono stati proiettati mesi primi dalla data di uscita nelle tre rassegne cinematografiche. Il record spetta a Roma che è riuscita a mostrare ai suoi spettatori: “I ragazzi stanno bene” e “The Social Network”; Venezia si è però gustata con ben 4 mesi di anticipo “Il cigno nero”, nonostante i critici italiani abbiano avuto il coraggio di fischiarlo all’anteprima per la stampa; Torino, invece, ha puntato il suo sguardo su “Un gelido inverno”. A questi va aggiunto anche “Toy Story 3”, visto al Giffoni Film Festival.

Tra i vari film che hanno ottenuto una nomination, c’è da segnalare “The Town”, presentato a Venezia. Per questo film Geoffrey Rush è stato candidato come Miglior Attore non Protagonista.

Tra gli altri titoli che i tre festival hanno avuto il merito di portare in terra italiana ci sono “La donna che Canta” di Dennis Villeneuve, osannato a Venezia e con proiezioni sempre affollate, e “In un mondo migliore” di Susanne Bier, vincitore del Marco Aurelio assegnato dal pubblico. Entrambe le pellicole sono in corsa per vincere la statuetta come Miglior Film Straniero.

Tutto questo è semplicemente per far notare come, nonostante le critiche (poco) costruttive, che si possono fare a questo tipo di manifestazioni, il livello che propongo al pubblico e agli addetti ai lavori è molto elevato e di qualità. Insomma un motivo in più per investire sul Cinema e un auspicio: collaborazione, al posto di inutili battaglie contro i mulini a vento.

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