Il grinta: recensione

INTENSO E SPETTACOLARE, I COEN TIRANO IL GRILLETO DEL CULT

“I malvagi fuggono quando nessuno li insegue”: inizia con questa frase tratta dal libro dei Proverbi della Bibbia il nuovo film dei fratelli Coen. È questa la visione che i registi ci danno di tutto questo film, dove la giustizia fai da te è più funzionale della giustizia canonica dello stato.

Ethan e Joel Coen ne “Il Grinta” si confrontano con il western: un genere particolare legato ad un’iconografia classica degli anni Sessanta e Settanta dura a morire. Però, come sempre, come ci hanno abituati, i due registi riescono a far loro la materia e a plasmarla a loro piacimento, donando nuova linfa e una ventata di freschezza a tutto il loro lavoro. Nonostante si tratti infatti di un remake del celebre “Grinta” di Henry Hathaway con una leggenda come John Wayne, il film riesce a mantenere intatto lo spirito del romanzo di Charles Portis a cui è ispirata la sceneggiatura originale, addirittura rimanendo più fedele al romanzo del capolavoro originale.

Sicuri di un cast eccezionale, capeggiato da uno straordinario Jeff Bridges, “Il Grinta” racconta una storia di vendetta personale, ma anche di elaborazione del lutto e, perché no, sull’abbandono dell’età dell’infanzia.

Quello che stupirà più di tutto, anche perché non ci sono grandi novità a livello di regia, è proprio la storia, a partire dai singoli personaggi. Western uguale storia di sceriffi e banditi. Sbagliato! La protagonista è una quattordicenne, Mattie Ross, che si farà donna, per riscattare l’uccisione del padre. La ragazza ingaggia uno sceriffo e si mette alle calcagna di Tom Chaney, l’uomo che ha brutalmente assassinato suo padre , inseguendolo tra i boschi sentieri e inconsistenti tracce lasciate dall’uomo in fuga. Se proprio vogliamo azzardare, possiamo anche catalogare “Il Grinta” all’interno dei road movie, ma forse queste classificazioni non sono molto utili (e soprattutto poco interessanti) quando di fronte si hanno i poliedrici e prolifici fratelli Coen.

Il consiglio a tutti gli appassionati è quello di trovare un cinema in Italia che proietti la pellicola in versione originale, perché senza questo piccolo dettaglio si perde quasi tutta la bellezza del lavoro, considerata la straordinaria classe degli attori, che sono tutti dei fuori classe!

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