Selezione del film? tempo perso

VALUTARE I RISULTATI DEGLI INCASSI È UNA “SCIENZA” INUTILE

Smettiamola di interrogarci, tanto non ne veniamo mai a capo. Non c’è scienza che dimostri l’andamento cosmico del libero arbitrio, non c’è dato, numero o statistica che indichi la scelta che una persona compie addentrandosi in quello o l’altro tragitto. La “selezione” è il percorso di un attimo, il sentiero imboccato per una serie di molteplici ragioni che nessun algoritmo al mondo potrà mai calcolare. Per questo, applicando l’analisi al contesto cinefilo, parliamo sempre di scienza inesatta, perché condurre un’indagine concreta sui gusti, desideri, scelte di una persona di riferimento, quell’ambito target cui puntare i soldoni, è uno spreco di energie. Errata in partenza.

Lampanti gli esempi di chi ama il cinema e vuole goderselo in sala. Film scelto, ovviamente, il migliore sul mercato del weekend, o così dovrebbe. Poi, imprevisti. Auto in panne, traffico, mancato parcheggio, posti esauriti, popcorn troppo costosi, il futile 3D, la voglia di sorridere (“lascimm’ ste amarezze”), serata noiosa, la tipa del gruppo che vuole il vintage, la scarsa vena pro impegno, il dolby surround scadente, la crisi di mezz’età…..

Potrei davvero continuare all’infinito, fatto sta che sono tutti fattori che sconvolgono i piani di una campagna di marketing e che rendono il film, molto spesso, un fattore X di difficile interpretazione. Ma come, direte, e tutti quei professoroni che ci lavorano? Abilità statistiche applicate all’imprevedibilità, come le previsioni del tempo, mai veramente precise.

Sono troppi i fattori in ballo ed è fin troppo semplice notarlo, basta accodarsi ad una fila in attesa alla cassa e ascoltare: discorsi, locandine, chiacchiere, trailer, tutto concentrato in un’unica imponderabile scelta. E poi, di fronte al fatidico “la sala è piena”, su cosa puntare? Panico, paura di scegliere un gran cazzata, di buttare quei 7-8 euro che era meglio giocare al superenalotto, la certezza del sicuro svanita in un amen.

Quindi, non c’è teoria che tenga, non un perché o per come, nessun comunicato stampa che ne induca la comprensione, nessuna teoria strampalata sui messaggi subliminali volti a farti prendere una decisione, nessuno studioso con la sacra verità. In un buon 80% dei casi il film lo si vede in base all’umore, all’istinto o al semplice caso…tutto qui. Smettiamola di interrogarci.

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