Impossible interview: parola a dylan dog

CONSIDERATO MESSIA,CIARLATANO ED EROE. MA COSA PENSA DEL DEBUTTO IN SALA?

Londinese di nascita, Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo per eccellenza, ci parla del suo controverso rapporto con la lavorazione del film in suo onore (“Dylan Dog” – Il film), rilasciando a noi di Film4Life una IMPOƧƧIBLE INTEЯVIEW. Camicia rossa, giacca nera, jeans…e le immancabili Clarks ai piedi. Old boy, partiamo subito con una domanda, nell’anno del tuo 25° anniversario in edicola…

COME TI SENTI AD APPARIRE PER LA PRIMA VOLTA SULLO SCHERMO?

In forma, anche se il mio quinto senso e mezzo sapeva che, dandomi la stampa del ciarlatano, non mi avrebbero descritto bene in questa pellicola. il regista Kevin Munroe e la banda della Platinum and Hyde Park productions hanno preso solo un blando, appena accennato spunto cinematografico dalle mie avventure letterarie….Il resto come avete detto voi, è differente.

COME RIESCI A MANTENERTI SUI 36-38 ANNI FISSI?

Merito di attività salutari ed esperienza paranormali, ma più in generale grazie alla china delle persone che in un quarto di secolo hanno dato colore alle mie storie. Per questo sono tanto apprezzato, per il mio passato travagliato e le mie scelte di vita odierne, a volte stravaganti e anacronistiche. Poi a Londra non si vive affatto male, anzi, se non fosse per lo smog e le battute di Groucho potrei vivere fino a cent’anni.

NON LE E’ MANCATO IL SUO COMPARE NEL FILM?

Chi? Groucho? Non proprio, Marcus è un simpatico zombie da compagnia, poi gli avrei dovuto pagare il cachet e per ora sia io che lui siamo in bolletta. Come sempre.

E IL TUO ALTER-EGO BRANDON ROUTH?

Una simpatica canaglia palestrata, diciamo che hanno voluto dargli un tocco giovane e potente, io non sono affatto così. Investigare l’occulto non paga e io, se devo ricordarlo, ho uno stile dandy più simile al Rupert Everett degli anni 80….Ci assomigliamo molto, anche se io sono un disastro come attore. Ricordo ancora quella volta al Grand Guignol…

QUINDI NON HAI APPREZZATO LA TRASPOSIZIONE?

Diciamo che mi ha fatto sorridere. Volevo vederlo una seconda volta per offrire la mia consulenza, ma poi ho preferito impegnarmi in altro, come una buona pizza italiana dietro Craven Road, c’è un localino adatto a cene romantiche. Mi mancava la dama questa volta, fortunatamente non ho tentato di chiedere un appuntamento alla protagonista femminile del film. Anita Briem, un vero demone!

IL TUO GIUDIZIO “CINEFILO”?

Se il lato umoristico salva la pellicola da una sconfinata miseria planetaria, la parte centrale, dedicata alla fauna dell’orrore, quindi a vampiri, licantropi e zombie di varia natura, fa acqua da tutte le parti, annoia sin da subito e riesce nell’unico intento di far rabbrividire per il nulla cosmico espresso alla voce “emozioni in sala”.

Si capisce che sono deluso? Anche Bloch e la Trelkovsky lo sono stati…

NON DIRLO A NOI….

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