Manuale d’amore 3: pareri opposti sul film

LA REDAZIONE SI METTE A CONFRONTO SULLA PELLICOLA DI VERONESI

Ci siamo esposti le rispettive opinioni al termine dei titoli di coda, il risultato è stato un simpatico pro&contro che ha evidenziato come il cinema è basato sui gusti personali.

QUALE TIPO DI PUBBLICO CONQUISTERÀ?

Davide Monastra: Purtroppo i nomi degli attoroni in ballo spingono la gente a recarsi al cinema, convinta di vedere chissà quale meravigliosa opera d’arte. Del resto se uno pensa che De Niro ha recitato in “C’era una volta in America” non può immaginare che si sia ridotto a dover elemosinare particine in film scadenti e senza alcun interesse culturale.

Francesca Vennarucci: Il terzo capitolo non sembra deludere del tutto le aspettative. Diviso in tre parti il film di Veronesi affronta il tema dell’amore, ma non in maniera romantica e sdolcinata, ma attraverso amori malati, tradimenti. Il pubblico di riferimento saranno perciò le coppie di giovani che ritroveranno nella comicità “con riflessione” un caposaldo di esperienze da “evitare”.

ERA NECESSARIO L’ENNESIMO SEQUEL?

D.M. La brutta abitudine tutta italiana di spremere un film che è andato bene al cinema, ha prodotto questo obbrobrio. Basta infatti che una pellicola ha un discreto successo di pubblico, produttori e distributori fanno di tutto per ripetere il successo con i numeri 2,3,4,5,ecc… Notte prima degli esami, Benvenuti al Sud, Maschi contro femmine, sono esempi di questa rincorsa al sequel. Perché non lasciare in pace un buon prodotto? Perché siamo in Italia!!!

F.V. Più utile che necessario, sia in termini commerciali che sul piano narrativo. Le storie d’altronde proseguono di film in film in maniera naturale, intersecandosi sulla strada che porta verso la felicità. Le scene messe in gioco raccontano di un circo esistenziale che almeno in questi primi tre capitoli cercano di raccontare punti di vista diversi su problemi di una sfacciata quotidianità sentimentale.

LO CONSIGLIERESTI?

D.M. Che cos’è Manuale d’amore 3? Una ripetizione sempre uguale di situazioni matrimoniali già viste e riviste. Se volete guastarvi i problemi dell’amore vi consiglio di vedere una buona serie americana oppure, se proprio volete rimanere sul suolo italico, ripescate tutte le serie di “Casa Vianello”, sempre meglio di questo film…

F.V. Il film tutto sommato è carino, ha al suo interno anche richiami a film del passato, forse a livello di recitazione lascia un po’ a desiderare il cupido di turno. In ogni caso, anche se con scarsa originalità, è vincente la scelta di Veronesi di non cadere nel romanticismo puro e di parlare di amori strani e un po’ malati, perché si rifanno maggiormente alla realtà e le storie possono perfino funzionare nella loro qualifica di “manuali”.

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Scritto da Francesca Vennarucci e…

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