Piranha 3d: divertita recensione

PAURA, DONNE IN BIKINI E DELIRIO A LAKE VICTORIA

Chiunque si aspetti un horror basato sulle atmosfere e sulla ‘suspence’ si astenga. “Piranha” è solo sangue! E qualcos’altro. A Lake Victoria si tengono i preparativi per la festa dell’anno, fondamentale per il turismo del paese. Alcuni sismologi tuttavia registrano delle scosse inusuali a pochi metri da dove si terrà la festa: in realtà in fondo al lago si è aperta una grande gola, da cui sono usciti dei piranha inferociti. Lo sceriffo del lago (la ritrovata Elizabeth Shue) dovrà cercare di salvare i giovani venuti a festeggiare, ma anche i figli andati in barca.

Questa è la trama molto classica del film di Alexandre Aja, uno dei registi di punta di quello

‘splat-pack’ che comprende tra gli altri Rob Zombie (“La casa del diavolo”) e Eli Roth (i 2 “Hostel”) che qui compare in un divertente cameo. Quello che aggiunge Aja a un film già visto molte volte è la dose di ‘gnocca’, assolutamente al di sopra della media dei normali horror USA.

A volte sembra di assistere a una pellicola ad alto tasso erotico, finché non appaiono i piranha a fare stragi. Sostanzialmente l’andamento del film è questo: scena familiare – tette – gambe mozzate, il tutto ripetuto all’eccesso per l’intera durata del film.

Quindi, chi cerca un prodotto d’intrattenimento intelligente eviti Piranha. Chi invece vuole vedere un bello splatter come se ne facevano un tempo, troverà pane per i suoi denti. Le scene degli attacchi sono riprese troppo velocemente, perché lo spettatore riesca a capire quello che sta succedendo, ma dopo è ‘bello’ vedere corpi distrutti che cercano di tornare a galla e salvarsi, per poi tornare giù. I trucchi sono del duo Nicotero & Berger. Il primo in particolare è da ricordare per gli effetti ‘gore’ de “Il giorno degli zombie” di Romero e “La casa 2” di Raimi: questa volta non ci sono esofagi, ma pelli che si staccano dalla faccia, donne che si staccano in due e perfino ‘evirazioni’. Insomma uno spettacolo!

Ovviamente in prodotti del genere è divertente anche vedere il comportamento di certi personaggi talmente stereotipati, da risultare simpatici: ad esempio il ‘playboy’ cocainomane che non vedi l’ora che muoia oppure il vecchio poliziotto di colore – il Ving Rhames dei “Mission Impossibile” e di “Pulp Fiction”- che prende un motore da un gommone e fa a pezzi decine dei pesci indiavolati con l’elica. E che dire allora del ragazzo che va’ in giro a sparare ai piranha con il fucile a canne mozze? Semplicemente demenziale!

Il livello di recitazione è sotto lo zero, ma agli appassionati di cinema farà piacere il divertente cameo di Christopher ‘Doc’ Lloyd nei panni di uno scienziato, esperto di ‘pesci’ o l’apparizione iniziale di Richard Dreyfuss vestito esattamente come il suo personaggio de “Lo squalo”. Quanto al 3D l’ho trovato inutilmente cava-occhi: le scene in cui si nota di più sono il lancio di una bibita in direzione dello spettatore e i titoli di testa che escono leggermente fuori dallo schermo.

Ad ogni modo “Piranha” di Aja è il film ideale per una serata da popcorn e rutto libero. Ma come accade per titoli del genere, si esce dalla sala e dopo cinque minuti già ci si dimentica del film, naturalmente escludendo la ‘presenza’ della ‘wild-girl’ Kelly Brook.

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