Cappuccetto rosso sangue: recensione

CATHERINE HARDWICKE NON RIESCE A DIMENTICARE I SUOI VAMPIRI

Fatta fuori dalla saga di “Twlight”, sostituita dopo il primo capitolo, la regista Catherine Hardwicke cerca di prendersi la sua rivincita personale su Pattinson & Co. con questa rivisitazione di una delle più celebri favole nella storia dell’umanità: Cappuccetto Rosso. Il risultato è un film fotocopia di quei celeberrimi vampiri e lupi mannari, nati dalla penna della (ormai miliardaria) scrittrice Stephenie Meyer.

Però se “Twilight” aveva il merito (!) di essere un’opera originale (!), almeno tra le teenagers urlanti e adoranti di quattro attorucoli, “Cappuccetto Rosso Sangue”, a parte il meraviglioso titolo scelto, non regge il confronto. Ci sono i bellocci di turno, forse anche molto più belli di Pattinson & Co., ma che non hanno la stessa fama internazionale; magari tra qualche anno i nomi di Shiloh Fernandez e Max Irons scintilleranno sulla Hollywood Walk of Fame: per il momento sono due illustri e aiutanti giovanotti (semi)sconosciuti.

Ti aspetti un film con un lupo cattivo, una nonna e una bambina impaurita, ti ritrovi a vedere una pellicola in cui della fiaba originale rimane poco o nulla, dove tutto è un pretesto per mostrare la bellezza stilistica di una certa scena, una certa immagine, un certo movimento di capelli della splendida Amanda Seyfried. Alla fine si spera in un po’ di sano sesso, come nel più trash dei film porno: nulla!, e forse con un po’ di becera carnalità si sarebbe salvato questo pasticciaccio.

Non c’è alcuna psicologia dei personaggi, tanto che – qualora riuscite a rimanere svegli o in sala – vi comincerete a chiedere perché dovete appassionarvi ad un triangolo amoroso stile Twilight che non ha motivo di esistere. Nemmeno il mistero è così interessante, dato che tutti gli “enigmi” si possono tranquillamente risolvere dopo pochi istanti di visione: non aspettatevi geniali trovate di sceneggiatura, perché non ce ne sono.

Piacerà alle twilighters? Forse, ma non è sicuro, dato che potrebbero sempre dire: “Non c’entra nulla con i nostri amati eroi di Twilight! W il Pattinson originale!”. “Cappuccetto rosso sangue” insomma finirà presto nel dimenticatoio: ce lo auguriamo soprattutto per Catherine Hardwicke, che ha delle indiscusse potenzialità dietro la macchina da presa.

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