Off the map: fuori dal contesto medico

DRAMMI A PARTE, LA NUOVA ONDATA DI SERIAL PUNTA SUI RAPPORTI UMANI

Gli States, si sa, non possono fare a meno dei medical drama, sono perennemente alla ricerca di emozioni facili, colpi di scena e adrenalina. La ricerca sfrenata dell’emozione a buon mercato fa mettere sul piatto delle produzioni molte serie dedicate all’ambiente, in cui dottori e chirurghi vari operano per salvare vite, da cui ne dipendono altre e poi altre ancora, in un circolo infinito di tuffi al cuore.

Proprio rimanendo in tema, quasi sottolineando l’attuale tendenza, a conferma di quello che avevamo detto in precedenza, arriva infatti in anteprima su FoxLife il nuovissimo Off the Map, creatura appena sfornata dai produttori di Grey’s Anatomy.

E in effetti questo nuovo format, in onda dal 2 Maggio alle 21, poco si differenzia dal famoso fratello maggiore. Stessi drammi, portati avanti da specializzandi alle prime armi, spaesati e competitivi, e stessa costante sensazione di adrenalina.

L’unica differenza, l’ambientazione. Perchè Off the Map è ambientato in un ospedale sperduto in una giungla non meglio identificata del Sud America.

Scelta questa che sicuramente potrà dare il via a spunti diversi da quelli del ospedale di Seattle ma, da quel che si vede nei primi episodi, i creatori potevano ugualmente ambientare la storia in una metropoli. Perchè togliendo incontri ravvicinati con anaconde e uomini bloccati sulle funivie, la storia non cambia.

Manca nel telefilm la disperazione di avere poco o niente con cui curare i pazienti, la frustrazione di non poter aiutare gente che in condizioni normali si salverebbe e il pericolo di trovarsi in un luogo inospitale, argomenti che per esempio E.R. sottolineava con ottimo realismo.

Qui invece, ogni problema sembra risolversi senza troppe complicazioni, permettendo al gruppo di medici di potersi dedicare ai loro problemi di cuore. Persino il rapporto con i locali manca di veridicità o, peggio, a volte serve per dimostrare la superiorità della cultura americana.

Nonostante questo, è un telefilm ben girato, ed ha dalla sua un’ambientazione mozzafiato, oltre ad un potenziale che potrebbe fruttare nelle puntate successive.

Unico consiglio, tenete accanto a voi una confezione di fazzoletti.

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SCRITTO DA SOFIA CAPPELLONI

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