Rio: recensione cartoon

CALO FISIOLOGICO PER IL REGISTA DE L’ERA GLACIALE

Il regista Carlos Saldanha, dopo i successi della serie de “L’era glaciale”, si sofferma ancora una volta sugli animali umanizzati con “Rio”, trasferendo l’azione nella colorata e musicale città di Rio de Janeiro e la lussureggiante foresta amazzonica.

Blu è un raro esemplare della sua specie nato in Brasile, ma che per una sfortunata serie di eventi – per colpa dell’avida e senza scrupoli razza umana – si ritrova in una fredda cittadina del Minnesota dove vive con la sua padroncina. Dopo 15 anni scopre che è l’unico pappagallo maschio della sua specie e che, per salvare la sua specie dall’estinzione, deve compiere un viaggio a Rio per conoscere Jewel, unico esemplare femmina. Questo l’incipit di una scontata sceneggiatura.

Ciò che salta subito agli occhi è la voglia di musical. Un po’ come i film disneyani (prima o poi tutti si devono confrontare con lo zio Walt!), l’azione si sviluppa con intermezzi musicali che, purtroppo, rimangono troppo isolati rispetto alla narrazione e risultano alla fine fastidiosi e poco congrui alla pellicola. Certo il doppiaggio italiano ha giocato d’astuzia, calando l’asso Mario Biondi, che rende giustizia a qualche musichetta troppo infantile, per poter interessare un pubblico al di sopra dei 7 anni.

Perché non funziona la storia e non è all’altezza delle sceneggiature de “L’era glaciale”? Semplice, perché non c’è una vera storia. Sullo schermo scorrono frame e scene tratti da altri film, attaccati insieme per arrivare al lieto fine, fin troppo scontato. Sarebbe necessario ricordare a tutti gli sceneggiatori di oltre oceano che il detto “risolverai i tuoi problemi con il cuore e non con la testa” è troppo anni ’80, per funzionare nel 2011. Certo il livello della grafica 3D e dei personaggi realizzati con la computer grafica è davvero ad altissimi livelli, ma questo lascia ancora di più l’amaro in bocca perché “Rio” è un’occasione sprecata.

Infine bisogna fare i complimenti ai doppiatori italiani, stranamente tutti all’altezza del proprio ruolo: Fabio De Luigi, Victoria Cabello, Pino Insegno, Mario Biondi e gli outsider Emilio Carelli (direttore di Skytg24) e il mitico Josè Altafini.

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