Being human: l’horror da psicanalisi

STRANE CREATURE SI AGGIRANO NEL REMAKE USA DELLA SERIE BRITISH

Forse gli sceneggiatori americani hanno perso la vena creativa, o forse, semplicemente, riconoscono la superiorità di quelli inglesi. Qualunque sia il vero motivo, da qualche tempo a questa parte, è diventata abitudine comune per gli ideatori d’oltre oceano girare dei remake di telefilm inglesi di successo. Precedente illustre era stato Skins, famoso serial su un gruppo di adolescenti di Bristol, acquistato da Mtv per crearne una versione americana. Ora Syfy ci riprova, producendo il remake di un’altra serie britannica, Being Human.

La storia è uguale, tre ragazzi che vivono insieme e cercano di trovare la propria strada. Unico particolare, i tre coinquilini sono un vampiro che lotta contro lo straziante desiderio di nutrirsi di sangue, un licantropo che non ha ancora accettato la sua nuova situazione e un fantasma che si aggira per la casa non ricordandosi cosa le sia accaduto e rimpiangendo il fidanzato perduto.

Non è solo la situazione surreale a rendere la storia originale e nettamente lontana dalla maggioranza di serie fantasy che appassionano folle di adolescenti: Being Human, proprio come dice il titolo, tratta di argomenti universali come l’accettazione di se stessi, la discriminazione e la lotta per vivere un’esistenza normale. Per chi non conosce il telefilm originale, questa nuova versione risulterà piacevole e interessante. Discorso diverso invece per chi ne è un fan affezionato.

Cambiano i protagonisti e i nomi dei personaggi, non più Mitchell, George e Annie ma Aidan, Josh e Sally. I primi due lavorano sempre in ospedale e mantengono le stesse manie mentre Sally non riesce ad avere contatti fisici con le persone ed è morta in circostanze diverse. Quasi tutti i personaggi sono rimasti invariati, così come molte frasi, anche se per la prima puntata hanno preso spunto dal pilot inedito qui in Italia.

Non sono grandi differenze, eppure il sapore della serie è diverso. Sembra quasi, come spesso accade negli U.S.A, che si dia molta importanza all’aspetto fisico dei protagonisti, tutti invariabilmente alti, magri e attraenti, condizione che riduce gli attori al ruolo di “belloni” allontanandosi in qualche maniera dalla vera essenza dei personaggi.

La pecca peggiore, però, è la colonna sonora. Quella inglese era ottima, ricca di belle canzoni in perfetta sintonia con la storia, mentre manca quasi del tutto nella nuova versione. Non sono però giudizi definitivi, visto che qui da noi hanno trasmesso solo il primo episodio, e quindi la serie ha tutto da dimostrare. L’appuntamento, per chiunque voglia seguire la lotta tra normalità e sovrannaturale, è tutti i Mercoledì alle 21.50 su AXN, canale della piattaforma Sky.

SCRITTO DA SOFIA CAPPELLONI

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