Harry potter e la pietra filosofale: recensione

IL PRIMO CAPITOLO DELLA SAGA DEL MAGHETTO

Parlare di “Harry Potter e la pietra filosofale” film da fan del libro non è semplice. Chi ha amato il cartaceo ha avuto qualche difficoltà ad accettare la riproduzione video, come spesso accade, ma il regista Chris Columbus è riuscito nel suo intento dato il successo che il film ebbe alla sua uscita nel lontano 2001. Incassi stellari in tutto il mondo, film più visto dell’anno solo negli Stati Uniti, e tre candidature all’Oscar per i costumi, colonna sonora e scenografia, peccato che quell’anno la competizione era dura con “Moulin Rouge” e “Il Signore degli anelli”.

La storia è a tutti gli effetti la presentazione di Harry Potter, che da ragazzino di dieci anni della periferia inglese, rimasto orfano e che vive con gli odiosi zii scopre di non essere un nerd qualunque ma di essere speciale. Harry ha dei poteri magici e neonato è scampato all’uccisione di un terribile mago che seminava terrore dieci anni prima, la notizia gli aprirà le porte per un mondo parallelo fatto di magia, regole e misteri che gli cambierà radicalmente la vita.

Nel film, come nel libro, sono presentati tutti i personaggi che aiuteranno a far comprendere il mondo magico di cui Harry si troverà a far parte. La bellezza del film è quella che poi è alla base del romanzo, le trovate fantasiose legate alle magie, alle pozioni e alle situazioni che se in parte si basano alle classiche strutture della fiaba, allo stesso tempo sono aggiornate e si adattano alla modernità del periodo in cui è ambientata la storia. Basti pensare alla classica scopa volante Firebolt, venerata per la sua velocità dai ragazzi come se fosse un motorino o una bicicletta da chiedere ai genitori per Natale.

Altro elemento affascinante è la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, dove Harry è ammesso grazie alle numerose lettere del direttore Albus Silente, e sarà proprio grazie a questo che scoprirà di non appartenere al mondo babbano e senza magia degli zii. Il primo capitolo del maghetto dalla cicatrice sulla fronte quando è uscito aveva una grande responsabilità, colmare le aspettative dei milioni di lettori in tutto il mondo e di tutte le età, all’epoca ci riuscì tanto da far attendere con trepidazione il capitolo successivo anno dopo anno, per vedere se il campo da Quidditch era stato realizzato come lo avevamo creato nella nostra mente leggendo, per vedere se gli effetti speciali delle magie sarebbero stati spettacolari come li avevamo immaginati o semplicemente perché non era stato letto il libro per pigrizia e ora non vedevamo l’ora di sapere le prossime avventure di Harry, Hermione, Ron e tutti gli altri amati e odiati personaggi che li circondano.

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