Hanna: recensione film

ADRENALINICO E FIABESCO, SPIETATO E TENERO, IN BREVE CONSIGLIATO

Dopo un film in costume, un dramma sulla seconda guerra mondiale e una storia d’amicizia che era anche film di denuncia, Joe Wright aggiunge un nuovo genere alla sua pur esigua filmografia: lo ‘spy-movie’. E dirige quello che puo’ essere definito facilmente il suo lavoro più maturo.

Hanna è una ragazza cresciuta dal padre, ex-agente della CIA, in una foresta della Groenlandia, lontana da ogni forma di civilizzazione e dedita ad ardui allenamenti che comprendono la pratica delle arti marziali, la caccia, l’apprendimento di quante più lingue possibili e una preparazione degna di un liceo classico: tutto grazie al padre affettuoso e solerte. Ma ciò non basta all’energica sedicenne che vuole vedere il mondo e conoscere persone della sua età: inizia a questo punto un viaggio attraverso i continenti che la porterà perfino a conoscere qualcosa in più del suo passato.

Adrenalinico e fiabesco, spietato e tenero, il film di Joe Wright sembra seguire varie strade, ma non da mai l’impressione di assistere all’ennesimo pasticcio con troppe idee e temi importanti che conduce in realtà a nulla. “Hanna” è principalmente un film d’azione sulla crescita, come lo poteva essere “Spider-man”, sulle responsabilità che comporta il diventare donna in una società sempre più fredda e implacabile, come testimonia il personaggio della villain interpretata da una strepitosa Cate Blanchett. Il cuore del film è naturalmente Saoirse Ronan, sempre più brava, che riesce a comunicare lo stato di disagio della protagonista, sospesa tra l’essere una macchina da guerra e una romantica ragazzina sedicenne come le altre. L’incontro con la coetanea Sophie sarà fondamentale per far capire a Hanna qualcosa in più riguardo alla sua umanità.

La messinscena di Wright è completamente diversa dai suoi altri film: c’è sempre quel bisogno di scavare nell’interiorità dei personaggi, ma ci sono anche bellissime scene di paesaggi che rimandano al cinema di Wenders e animate scene d’azione con un gusto per il videoclip che ricorda il miglior Danny Boyle -quello dei primi film, per intenderci-. Ottima la colonna sonora dei Chemical Brothers (!) che testimonia la nuova tendenza hollywoodiana, dopo Trent Reznor & Atticus Ross e i Daft Punk, a scegliere come compositori dei propri film personaggi affermati della musica elettronica contemporanea.

Se volete dunque un film coinvolgente che sappia trattare temi importanti e offrire alcune tra le immagini più belle del cinema recente, ecco la pellicola per voi. La pellicola dovrebbe uscire tra fine luglio e agosto e ciò potrebbe significare una scarsa distribuzione per questo titolo. Se capita dalle vostre parti, vi consiglio comunque di non perderlo.

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Creativo e pieno di immaginazione (ma questo dovrebbero dirlo gli altri), scrive a tutto spiano in attesa del salto dietro la macchina da presa...
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