“x-men: l’inizio”: recensione

LE ORIGINI DI PROFESSOR X E MAGNETO

Per portare nuovo splendore nei polverosi fumetti Marvel che raccontano le vicende dei mitici X-Men, la Fox si affida al regista Matthew Vaughn, al suo secondo lavoro con i fumetti, dopo il bellissimo “Kick-Ass”. “X-Men: L’inizio”, come si può ben intuire dal titolo, è un prequel, che racconta l’amicizia tra il Professor X (James McAvoy) e Magneto (Michael Fassbender) e del loro tentativo di salvare il mondo con una squadra di mutanti dalla guerra mondiale, durante il periodo della crisi dei missili di Cuba. I due mutanti, che nella trilogia sono acerrimi nemici, devono combattere un nemico comune: Sebastian Shaw, interpretato dal bravissimo Kevin Bacon, che ha intenzione di sostituire la razza umana con quella dei mutanti.

La pellicola procede spedita verso questa direzione, mettendo più in risalto la lotta con questo nemico comune che il rapporto d’amore/odio che hanno Professor X e Magneto e che li porterà a scontrarsi negli anni a venire. Infatti, un merito, che ha “X-Men: L’inizio”, è quello di stimolare la mente del telespettatore ignaro di ciò che accadrà nel futuro dei due meravigliosi mutanti, portandolo a scoprire “X-Men”, “X-Men 2”e “X-Men: Conflitto finale”, dei primi anni 2000

Chi non rimarrà deluso sono proprio gli estimatori della saga, qualche remora invece la possono muovere tutti quelli che non hanno proprio a cuore i mutanti. Il problema principale è tutto nella sceneggiatura. Questi bravi attori di nuova generazione (Nicholas Hoult, Caleb Landry Jones, Zoe Kravitz) e quelli ormai affermati (James McAvoy,. Michael Fassbender, Kevin Bacon, January Jones) sono costretti a pronunciare frasi e afforntare dialoghi scontanti, banali e al limite del sopportabile: non siete stanchi anche voi di sentire che la forza bisogna cercarla dentro di sé? E poi soprattutto la pellicola si velocizza troppo nel finale, non approfondendo bene gli argomenti proposti.

Per il resto il film è impeccabile come regia, montaggio, sonoro: un livello altissimo che porta in secondo piano tutti i difetti analizzati. Considerando tutto questo e in attesa dei dati dal botteghino worldwide, sicuramente aspettiamoci un “X-Men: Second Class” da gustare con gli occhialini 3D, dato che per questo ce li hanno risparmiati.

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