Zack e miri, amore a primo sesso: recensione

LIBERO DA OGNI VINCOLO “PERBENISTA” IL FILM DIVERTE MOLTISSIMO

Finalmente il sesso svelato a parole non è più taboo. Sboccato, volgare, ma tenerissimo, “Zack e Miri”, è il manifesto di una generazione di squattrinati che tengono duro solo per via dell’amore, quel sentimento puro e mai fuori moda che ogni tanto ci dimentichiamo di saper provare. Kevin Smith ci catapulta nel mondo di due squattrinati qualunque, trentenni e ancora con molti “casini” in testa, in una vita comicamente allo sbando a cui solo una bizzarra soluzione può far cambiare rotta: girare un porno amatoriale, sempre cliccatissimi in rete.

Esiti prevedibili, ma tante tante risate, Seth Rogen ed Elizabeth Banks molto poco amalgamati, ma mai così bravi, fisicamente lontani, cerebralmente (e non solo) coesi. Un inno divertito e divertente al coraggio di fronte alla disperazione, l’inventiva dell’uomo che non conosce fine, non si arrende e sopravvive grazie alla risata.

Viscerale e grottesca, ma sempre risata si tratta, che piaccia ai detrattori del regista o meno, specialmente quanto pone alte vette di umorismo demenziale con il cameo gay di Justin Long (scena di culto da recuperare uncensored nella versione dvd). Copione al fulmicotone per una pellicola low budget che fa della parabola esistenziale anch’essa un prodotto a basso costo, ma con risvolti affettivi e di interazione sociale che non hanno nulla da invidiare a più autorevoli pellicole di Hollywood, almeno sulla carta, che poi risultano dei flop pazzeschi.

Anche nel film ci sono molte scene incentrate sul porno, in realtà il tema centrale gira attorno ad un uomo e una donna che non sanno di amarsi, non riescono a dare un senso alla loro esistenza esprimendo i loro sentimenti reciprocamente. Superando poi il momento moralistico e volando oltre i confini del sardonico, ponendo le basi per l’intrattenimento ludico e scanzonato dello spettatore, osservatore attento e a tratti imbarazzato delle comiche avventure della coppia insieme al loro gruppetto di assatanati comprimari.

Attraverso dialoghi al vetriolo e situazioni surreali, Smith punta tutto sulla carta della riflessione. Parlando di sesso come antidoto al disagio sociale, l’arma migliore per combattere la dilagante disoccupazione. Ma anche un video hard amatoriale potrebbe essere una soluzione auspicabile in questo paese di bunga bunga, perché no.

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