Jane eyre: recensione film

JANE EYRE: UN CLASSICO SENZA TEMPO, RIPRESO CON POCO SMALTO

Jane Eyre è un classico della letteratura inglese, pietra miliare dei testi scolastici di narrativa, ne sono state tratte diciotto versioni cinematografiche e nove versioni TV, eppure sembra che la fortuna di questa “triste storia di un’istitutrice” non si sia ancora esaurita dal momento che il 7 Ottobre ne uscirà una nuova versione firmata Cary Joji Fukunaga (il regista del pluripremiato “Sin Nombre”).

Il film si presenta come un ampio flashback in cui Jane (Mia Wasikowska), ospite del pastore St. John Rivers, si ritrova a ripensare al suo passato ripercorrendo le tappe della sua vita, partendo da un’infanzia decisamente poco felice, trascorsa prima a casa dell’odiata zia e poi all’istituto di carità di Lowood, fino ad arrivare all’incarico da istitutrice presso Thornfield Hall e alla sua tormentata storia d’amore con l’opprimente padrone di casa, Edward Rochester (Michael Fassbender).

Ciò che colpisce del film sin dall’inizio è l’atmosfera gotica, irreale, cupa, che ben esprime la sfumatura noir del romanzo e che lascia presagire il folle mistero che si cela dietro al passato di Mr.Rochester. Protagonista assoluta tra tetri boschi e improvvise nebbie è Jane, una giovane donna che ha dovuto affrontare durante la sua vita molte difficoltà ma nonostante ciò ha un’innata autostima e un’incredibile capacità di agire valutando ciò che è giusto per stessa in quanto individuo. E Mia Wasikowska con la sua dignità, con il suo sguardo fiero, ben comunica quella forza interiore, quella voglia di capire, conoscere, esplorare il mondo che la circonda, e nello stesso la dolcezza e la purezza di un’eroina senza tempo.

Il duetto tra il nobile signore e la coraggiosa fanciulla risulta dunque sbilanciato a favore di quest’ultima poiché, sebbene Michael Fassbender abbia interpretato un Mr. Rochester sfuggente e tormentato, di sapore quasi byroniano, il suo personaggio risulta leggermente fiacco e offuscato, non solo dall’enorme statura morale della protagonista ma anche dall’accento posto sopra la loro storia d’amore. Una passione irresistibile e inaspettata, costantemente in bilico tra teneri sguardi e lampi d’inquietudine, che sarà travolta da una terribile scoperta e porterà Jane a reinventarsi ancora una volta, salvo poi capire di poter guarire dai suoi mali solo con l’amore.

Ci troviamo pertanto di fronte ad un film in cui sono affrontati temi importanti, come l’emancipazione femminile e la realizzazione personale, che certo sarebbe stato più godibile con un ritmo narrativo più veloce e scorrevole, ma nonostante ciò non privo di piacevoli sorprese, due di queste sono la presenza di una magistrale Judi Dench che presta il volto all’ambigua governante di casa Mrs. Fairfax e una magnifica colonna sonora firmata Dario Marianelli. Nel complesso viene dunque rispettato lo spirito del romanzo, un grande classico che incanta, stupisce ed emoziona, ma soprattutto che non smette mai di essere moderno.

Sara Lo Torto

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