Shame (vergogna): pareri opposti sul film di steve mcqueen presentato ieri a venezia

LA REDAZIONE SI METTE A CONFRONTO SUL FILM CON MICHAEL FASSBENDER E CAREY MULLIGAN.

Brandon è un uomo di circa trent’anni che vive a New York e che non è in grado di gestire la propria vita sessuale. Quando la ribelle sorella minore si trasferisce a vivere nel suo appartamento, gli equilibri del mondo di Brandon vanno fuori controllo.

QUALE TIPO DI PUBBLICO POTREBBE INTERESSARE?

FRANCESCA VENNARUCCI: Indubbiamente ad un pubblico adulto che a cui noni infastidiscono le scene erotiche, visto il numero elevato di situazioni che vengono rappresentate, e probabilmente anche a chi interessa la psicologia e l’osservare quali possono essere le motivazioni che spingono degli individui ad avere comportamenti compulsivi, e alle conseguenze e problematiche che questi possono avere nella società e nella vita di tutti i giorni.

DAVIDE MONASTRA Un film bello non ha bisogno di un pubblico: tutti dovrebbero poterlo ammirare. Sono pochi i registi che riescono a cogliere con tanta sapienza l’alienazione dell’uomo metropolitano, piacevolmente compiaciuto della sua solitudine sessuale che non riesce a trovare soddisfazione in un rapporto d’amore. Certo in questo caso c’è da stare attenti ed evitare di portare i bambini in sala.

È UN FILM SCABROSO?

F.V. Il termine scabroso forse è eccessivo a mio parere, direi che sicuramente in certi momenti appare ripetitivo e tende ad annoiare lo spettatore.

D.M. Michael Fassbender con le sue nudità ridimensiona lo scandalo Bellucci, che finora ha tenuto banco al Festival di Venezia 2011. Il film è scabroso, ma soprattutto provocatorio, anche perché si sa è più facile spogliare una bella donna, che un uomo. Insomma Joe D’Alessandro ha trovato il suo erede!

LO CONSIGLIERESTI?

F.V. Nonostante mi sia piaciuto il ritmo della narrazione e l’idea, non lo consiglio perchè ho trovato poco interessante il modo in cui è stata sviluppata la narrazione e noiosa la ripetizione di alcune scene simili tra loro. Probabilmente l’insistenza del regista sul proporre alcune situazioni era un modo per farci capire l’ossessione del protagonista, ma a mio parere in certi momenti risultano superflue e non aiutano la storia.

D.M. Impossibile non consigliarlo: 1) Probabilmente vincerà il leone d’oro e 2) Michael Fassbender, con la sua straordinaria interpretazione, che fa dimenticare il deludente “A dangerous Method”, si candida per la Coppa Volpi.

Scritto da FRANCESCA VENNARUCCI e…

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