Venezia 2011: poulet aux prunes – recensione

INCANTATO E POETICO INSOMMA UN ALTRO CAPOLAVORO FIRMATO SATRAPI

Quaesta volta non è da sola, ma il risultato, quando dietro alla macchina da presa c’è Marjane Satrapi, è garantito. “Poulet aux Prunes” è un incantato film ambientato a Tehran nel 1958 e racconta la storia di un violinista che decide di lasciarsi morire, non riuscendo più a trovare piacere nel suonare dopo che il suo amato violino si rompe. L’opera, dunque, ripercorre gli ultimi otto giorni di vita di Nasser Ali su questa Terra, mostrando, abilmente, anche il passato dell’uomo e il futuro degli altri personaggi, con un uso abile e sapiente di analessi e prolessi, che non distrae lo spettatore.

Marjane Satrapi dirige insieme a Vincent Paronnaud questa pellicola, destinata sicuramente ad avere successo in tutto il mondo anche dopo questo Festival di Venezia. Del resto quando una sceneggiatura è ben scritta riesce a farti ridere, piangere e riflettere anche solo in un’ora e mezza, lasciando dentro quel buon ricordo che porta lo spettatore a dirsi: “Vorrei rivederlo al più presto!”. Del resto si sa, anche una piccola storia può diventare un capolavoro, quando è ben narrata e lascia in bocca un buon sapore. Si tratta di un’opera di rara bellezza, che non ha difetti: ottima regia, ottimo montaggio, ottimi effetti speciali, ottima fotografia e soprattutto un eccellete cast, tra cui spiccano Isabella Rossellini, Chiara Mastroianni e il poliedrico Mathieu Amalric.

Il film è tratto dall’onomino fumetto della Satrapi, che però decide di trasformare questa volta i suoi personaggi in carne ed ossa, affidandosi solo poche volte alla sua matita in alcune scene dall’indescrivibile fascino visivo. Se in “Persepolis” la disegnatrice ci aveva fatto conoscere la sua storia e aveva lasciato trapelare un barlume di speranza, questa volta si confronta con il tema della morte e del desiderio di suicidio del protagonista, ma la drammaticità dell’azione è smorzata da una sottile ironia, che rende il tutto ancora più godibile.

È ancora presto per decretare a chi andrà il Leone d’Oro di questa Mostra 2011, ma questo “Pollo alle prugne” ha la possibilità di rovinare la digestione a chi è già dato dai bookmakers come possibile vincitor. Il consiglio è di scommetterci un euro, potrebbe regalarvi così un biglietto da spendere ovviamente in qualche bella saletta della vostra città.

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