Amici di letto: recensione film

AMICI DI LETTO, UNA COMICA ODISSEA NELLE IMPERFEZIONI ALTRUI

L’amicizia è…Impossibile darle un contorno, molto più semplice identificare il sesso, complicatissimo unire la prima al secondo. Ogni volta che una persona ci prova subentrano le difficoltà, figuriamoci quando Hollywood si concentra su una commedia romantica come “Amici di letto” diretto da Will Gluck, semi-sconosciuto mestierante americano. Che prova a risolvere l’equazione einsteniana, riducendola ai minimi termini di un balletto di giovani attori, carini e occupatissimi (nonché milionari), che si divertono a scimmiottare situazioni piuttosto irreali, ma vagamente molto divertenti. In che modo penserete voi?

Sottolineando alcune scene con enfasi, come vuole la moda delle gag da commedia buonista del recente filone comico mainstream, in cui due lanciatissimi trent’enni come lo sdoganatissimo Justin Timberlake e la meravigliosa Mila Kunis (bellissima nelle sue imperfezioni), fingono di essere sfigati in amore (loro???) e quindi decidono di ritrovarsi amici con benefits, in una New York “posseduta” dall’alto dei suoi pazzeschi grattacieli, tra mille luci e rumori. Relazione bollente sotto e sopra le coperte, serissimi professionisti durante il giorno e a lavoro, co-protagonisti da urlo capeggiati da un magistrale gay-eterissimo Woody Harrelson (50 fischi quest’anno, come Clooney).

Trama esile, primo tempo esilarante, finale esiguamente romantico, ma con quella sapienza e furbizia che noi manco ci sogniamo, nemmeno nelle nostre migliori commedie dove la risata è solamente gretta e puntellata nell’eterna suddivisione di regione in regione. Umanamente stancante. “Amici di letto” difficilmente verrà inserito negli annali del cinema, nonostante il politicamente scorretto affiori qua e là, ma come prodotto industriale da incasso funziona e andrà bene anche al botteghino, quel remoto regno scacciapensieri in cui invece sudano fior fior di professionisti. Relegati ai titoli di coda ultrasonici.

Il ritmo regge, qualche risata ci scappa, la storia non sbava e i lati B in bella vista non mancano, dunque sembrerebbe che la ricetta sia pronta per iniziare a cucinare, giusto? Invece, una volta conclusa la degustazione si rimane con un sapore insipido sulle labbra.

Colpa dei troppi baci dati “in amicizia”.

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