I tre moschettieri: recensione film

IL FILM DI PAUL W.S. ANDERSON ASSUME LE FORME D’INTRATTENIMENTO LUDICO

Liberamente ispirato al romanzo di Alexandre Dumas, “I tre moschettieri 3D” è uno di quei film che riescono ancora a far sorridere i più grandi e ad emozionare i più piccoli. Diretto da Paul W.S. Anderson, vanta un cast notevole (Christoph Waltz, Luke Evans e Logan Lerman tra i tanti) e alcune sequenze davvero convincenti in cui il 3D funziona e riesce a trasportare lo spettatore nel pieno dell’azione.

La storia è quella di un giovane aspirante eroe, D’Artagnan, che partito con le migliori speranze dalla Guascogna, si reca a Parigi e incappa nei tre ex moschettieri, Athos, Porthos e Aramis, ormai caduti in disgrazia, a cui rimane almeno apparentemente ben poco di ciò che gli ha permesso di diventare leggenda. Sarà proprio il baldo giovane, dopo aver scoperto una cospirazione per rovesciare il re, a restituire loro l’antico smalto proponendo una nuova pericolosa missione.

Ricco di scene d’azione avvincenti e ben realizzate, impagabile una sequenza iniziale che vede i quattro protagonisti destreggiarsi a suon di spade, il film ricorda un po’ troppo la trilogia de “Pirati Dei Caraibi”, non riuscendo a discostarsene. Proprio l’ex Will Turner (Orlando Bloom) ha ormai preso le sembianze del Duca di Buckingham, il cattivo della situazione per intenderci, anche se di cattivo c’è ben poco, anzi i vari abiti che indossa sono la chicca del personaggio, che assomiglia ad un incrocio tra Mick Jagger e David Bowie. Grande delusione per Milla Jovovich, unica donna dell’allegra brigata, un po’ perché la sua Milady De Winter dovrebbe tendere il filo della trama con un triplo gioco e invece scorrazza da un capo all’altro dell’Europa in cerca di nuove alleanze, un po’ perché in alcuni tratti la recitazione sfiora il ridicolo e lascia spazio a occhi dolci e sorrisini.

Riuscitissimi invece i personaggi del cardinale Richelieu e del Re Luigi, il primo abile diplomatico, il secondo inetta “prima donna”, insieme formano una coppia davvero esilarante. Nel complesso dunque la pellicola piace, nonostante un finale prevedibile e sdolcinato, e il sapiente dosaggio di lealtà, amore e pericolo che persuade anche i più cinici di fronte all’ennesima versione di un classico senza tempo.

Sara Lo Torto

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