New york italiana: torino in visita

LA FILM COMMISSION DEL PIEMONTE PROMUOVE IL NOSTRO CINEMA

NYC – Quest’anno la Film Commission Torino Piemonte ha deciso di celebrare fuori sede il suo decimo compleanno. Come preannunciato sul nostro sito, si è infatti concluso Venerdì un symposium di 4 giorni in cui la FCTP ha illustrato la sua attività ai professionisti e agli amanti del cinema della Grande Mela.

A questo fine, nella scorsa settimana sono stati presentati all’Istituto Italiano di Cultura di New York e alla Casa Italiana Zerilli Marimò (dipartimento di italianistica della NYU) alcuni dei lavori realizzati negli ultimi anni con il supporto della FCTP. Oltre a Walls and Borders (2009), documentario collettivo sul tema della società odierna i cui proventi sono stati devoluti all’organizzazione umanitaria Help, sono stati proiettati la Solitudine dei Numeri Primi (2010) e Sala Rossa (2002) di Saverio Costanzo, e Tutta Colpa di Giuda (2008) e Piazza Garibaldi (2011) di Davide Ferrario.

I due registi hanno anche tenuto alcune lezioni sulla storia del cinema italiano alla Yale University. Menzione particolare merita il film-documentario Piazza Garibaldi diretto da Davide Ferrario. Il film, realizzato in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e da poco presentato al Festival di Venezia, ripercorre le tappe della spedizione dei Mille e ne fa il pretesto per riflettere sul senso dell’identità italiana e sulla condizione attuale del nostro paese. Attraverso i volti e le voci degli Italiani di ieri e di oggi e la collaborazione di Luciano Littizzetto, Filippo Timi, Marco Paolini e Salvatore Cantalupo, Piazza Garibaldi traccia un’antropologia culturale del nostro paese obiettiva e priva di patetismi. Ne emerge un paese diviso e fratricida, in cui l’unità non è mai stata metabolizzata del tutto.

L’Italia dei nostri giorni, chiusa in un passato senza memoria, è dominata dall’apatia politica e dall’inanità, dall’impossibilità di immaginarsi un futuro. Ma se il destino del Bel Paese è quello di un declino demografico e culturale, la parte “migliore dell’Italia” sebbene minoritaria, è ancora viva e non è detto che non riesca ad offrire alcuni dei suoi frutti migliori proprio nel momento estremo del suo disfacimento, come l’ultimo acuto di Violetta nella Traviata appena prima di morire.

Il ciclo di incontri si è concluso all’Istituto Italiano di Cultura di New York con una tavola rotonda sulle differenze e somiglianze fra il sistema di produzione cinematografico italiano e quello americano. All’evento hanno partecipato alcuni nomi importanti dell’industria televisiva e cinematografica americana, tra cui Eugene Kelly, producer delle serie televisive Rome e Boardwalk Empire.

Riconosciuta all’unanimità la grandezza del cinema italiano storico ma anche la competenza e l’abilità dei registi e dei professionisti attuali del settore, le cause della scomparsa dei film italiani dal panorama internazionale sono state addotte all’immaturità del modello finanziario e di marketing del nostro cinema.

La FCTP si propone fra gli obiettivi principali proprio quello di ovviare ad alcune di queste lacune promuovendo la produzione cinematografica e televisiva in Piemonte e favorendo le collaborazioni internazionali a partire dalle case di produzione americane.

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