Once upon a time: prima da 12 milioni di spettatori

LA SERIE FIRMATA DAGLI AUTORI DI LOST FA IL PIENO D’ASCOLTI SENZA CONVINCERE

La verità è che il Principe Azzurro (come tutti i principi azzurri) era in ritardo ma comunque è riuscito a baciare Biancaneve e a spezzare l’incantesimo della strega cattiva che però non sparisce ma lancia una maledizione per colpa della quale tutti i personaggi delle favole si ritrovano privi di memoria nel peggiore dei mondi: il nostro. Ma Emma, figlia di Biancaneve, salvata dall’incantesimo grazie a un albero magico costruito da Geppetto e ideato da una fatina (non è specificato quale tra le tante che popolano le favole) è l’unica che può spezzare la maledizione e suo figlio, nipote di Biancaneve e figlio adottivo della strega cattiva, la va a cercare per convincerla che tutto questo paradosso sia vero.

La trama è intricata ma questo non stupisce dato che “Once upon a time” è stato ideato da Adam Horowits ed Edward Kitsis due degli autori di Lost. Il pilot della serie, andato in onda domenica sera sulla Abc, che per ora sembra ricordare un po’ “La storia infinita” con l’incursione di una Fantaghirò dei giorni nostri, ha avuto un enorme successo di pubblico toccando i 12 milioni di telespettatori.

La storia c’è, i personaggi già dalla prima puntata sono perfettamente caratterizzati a partire dalla tostissima e giustamente perplessa Emma, passando per Grimilde versione sindaco che si guarda sempre allo specchio delle sue brame sino ad arrivare alla noiosissima Biancaneve che riesce a parlare con gli uccellini anche nel ventunesimo secolo e ovviamente come mestiere fa la maestra d’asilo (aggiungo che Cappuccetto Rosso in versione dark teen è esilarante). Ma il rischio di questo nuovo serial è quello di puntare troppo sulla lotta tra il bene e il male, già ampliamente sviscerata in ogni sua più piccola sfaccettatura, che non crea suspense su quale sarà il retorico vincitore ma solo su come vincerà. Questa serie tv probabilmente avrebbe potuto essere un ottimo film ma non credo esista la certezza che riesca sempre ad appassionare tutti i telespettatori, forse più curiosi che altro, della prima puntata anche se va in onda in una sera in cui i serials addicted hanno ben poco da guardare.

Il telefilm, secondo lo stesso network, vorrebbe puntare su un pubblico vasto ma per ora sembra poter catturare solo bambini o al massimo preadolescenti, nonostante gli innumerevoli sforzi di rendere reali i personaggi delle favole, e il rischio è quello di perdere pubblico perché i piccoli si stancano facilmente e i grandi lo sanno benissimo che il lieto fine è molto più difficile da ottenere di quello le fiabe hanno voluto farci credere.

 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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