American horror story: il nuovo must di ryan murphy

DISTURBANTE, INTENSO, ECCESSIVO E FASTIDIOSO. UN COCKTAIL IMPERDIBILE!

La visione di American Horror Story, nuovo telefilm targato FX che Sky Italia manda in onda sul canale Fox, lascia nel corpo molteplici e discordanti sensazioni. Il motivo è semplice, gli sceneggiatori non si fanno alcuno scrupolo a dosare le informazioni e i misteri, tutto viene sbattuto in faccia al telespettatore inerme, che affoga.

Un modo di fare televisione nuovo, specialmente nel genere horror dove si cerca sempre di rivelare pochissime informazioni per rendere il mistero sempre più fitto, ma che al momento sembra risultare vincente. Oltre che fondamentale. Il telefilm infatti ha una trama piuttosto semplice, usata nel corso degli anni numerosissime volte: una famiglia quasi sfaldata si trasferisce in una nuova città per provare a cambiare vita e si imbatte in una casa maledetta.

Con un impianto del genere si deve necessariamente escogitare qualcosa di nuovo, soprattutto per mantenere in vita una serie da tredici episodi. Gli autori, tra cui spicca il nome di Ryan Murphy, già ideatore dei celebri Nip/Tuck e Glee hanno puntato tutto sul gusto dell’eccesso.

Ci ritroviamo così catapultati in un contesto in cui ogni punto di riferimento viene ribaltato e almeno nei primi tre/quattro episodi non si sa di chi fidarsi. Ci sono gli immancabili spettri e porte che si aprono da sole, mostri infernali e vicini impossibili da etichettare con semplicità, visioni, atti di sonnambulismo e violenza indicibile. Il tutto unito ad una sigla facilmente eletta come la più disturbante, nauseante e terribile mai vista. Sono così tante informazioni ingarbugliate che su internet sono nati addirittura dei siti dove è riportata la timeline degli avvenimenti…

E il risultato quando la puntata finisce è discordante, ci vuole del tempo per capire se è una serie vincente oppure un’immensa stupidata. È certo che fino a quando darà da pensare, sapremo che sta andando nella giusta direzione. Non è tutto oro quello che luccica, però. Se sceneggiatura e montaggio sono qualitativamente buoni, gli attori non mantengono alto il livello della serie. Ovviamente non tutti e per fortuna il cameo di molti ottimi attori riempie il vuoto degli altri.

I rischi comunque con una storia simile sono sempre dietro l’angolo. Fin troppa carne sul fuoco che può bruciarsi o impilarsi, suspence che diminuisce ad ogni episodio rimpiazzata da uno strano senso di familiarità e rassicurazione alla comparsa delle solite minacce, e una trama in perenne stato di equilibrio incerto. Al momento riesce a reggere in maniera stoica ma non è mai detto… 

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