Dal libro al film: one day

TRATTO DAL BESTSELLER BRITANNICO IL FILM È UN’OTTIMA OCCASIONE SPRECATA

“One day” è un romanzo uscito nel 2009 in Inghilterra che grazie al semplice e straordinario mezzo del passaparola è arrivato a vendere in patria 650.000 copie. Tradotto in 37 lingue e giunto in Italia col titolo (fortunatamente non sfregiato) di “Un giorno” è diventato in due anni un bestseller inserendo il suo autore David Nicchols nel limbo degli scrittori contemporanei più promettenti. “One day” è anche una storia d’amore, ma principalmente è la storia di un destino che gioca, che prende tempo, che unisce e che spezza.

Le vite e i sentimenti dei protagonisti Emma e Dexter sono raccontate attraverso le lettere di lei e quel giorno, il 15 di Luglio, in cui è avvenuto il loro primo incontro e in cui, per 19 anni, si rivedranno sempre, si sfioreranno fino a prendersi, sino a cedersi. La bellezza del libro sta nel fatto che nella storia di Em e Dex non c’è niente di straordinario, ma neanche niente di banale ed è per questo che, se fosse stata trattata meglio, avrebbe dato vita ad un ottimo film, ma così non è stato. “One day” il film è stato diretto da Lone Scherfig la stessa regista di “An Education” film ideato da Nick Hornby primo fan di David Nicchols il quale, tra l’altro, è considerato erede legittimo. Nella pellicola vi sono moltissimi errori a partire dalla scelta dei protagonisti: Anne Hathaway non è Emma, non è la ragazza goffa, dura e inconsapevolmente sensualissima che è stata descritta nelle pagine di Nicchols, e fatica visibilmente ad esserlo; Jim Sturgess non è Dexter è troppo anonimo per impersonarlo.

La regia di “One day” è sciatta, piena di ingenuità e la sceneggiatura, firmata dallo stesso Nicchols che si intravede solo in alcuni dialoghi ben riusciti, lascia fuori dei passaggi fondamentali ed è come se desse per scontato che il pubblico abbia letto il libro, errore imperdonabile per chi non l’ha fatto che si ritrova davanti ad un film lacunoso e mal riuscito e per chi l’ha fatto che si aspettava sicuramente di più, che della bellezza delle parole lette ritrova solo qualche luogo immaginato tra quelle righe e niente di più. 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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