Il cuore grande delle ragazze: recensione

PUPI AVATI PORTA DI NUOVO IN SCENA I RICORDI DELLA SUA INFANZIA

Lui è Carlino, giovane dall’alito che sa di gelsomino e che incanta tutte le ragazze da marito del piccolo paese dove vive, lei è Francesca la figlia adottiva del proprietario terriero della tenuta dove vive Carlino con la sua famiglia, povera e sempre sul rischio di essere sfrattata.

Tra il loro amore nato in modo improvviso, genitori, zii, parenti, e le due sorellastre di Francesca, bruttine “che in due non fanno un cervello” e che le due famiglie hanno deciso che Carlino deve corteggiare per poi sceglierne una da sposare. L’accordo stipulato permetterebbe così alla famiglia del ragazzo di non lasciare la casa, a lui di ottenere una motocicletta Guzzi nuova e al padrone di casa di stare tranquillo con almeno una delle due figlie sposate.

Detta così sembra una via di mezzo tra le vecchie favole, complice in questo anche la voce narrante fuori campo, e quei film di un tempo alla “Amarcord”, dove provincia e nostalgia si uniscono per far tornare personaggi della memoria che non erano proprio così nella realtà, ma che nella propria mente piace ricordare in questo modo bizzarro.

Questa è l’anima dell’ultimo film di Pupi Avati che ha presentato pochi giorni fa al Festival di Roma. Lo stesso regista ha detto che è la storia romanzata dei suoi nonni, e il risultato è un film gradevole non esaltante, ma neanche da buttare via.

È il racconto con un po’ di nostalgia di un’Italia che non c’è più, della povertà durante gli anni ’30, della vita di provincia. I personaggi risultano simpatici, anche se probabilmente esageratamente caratterizzati, la matrigna romana è uno di quelli riusciti a metà; fa ridere per le sue battute, ma in certi momenti risulta esagerata.

Interessante la trovata dialettale tra emiliano e romano, e anche la storia è piacevole da seguire, ma quando finisce sembra che al film manchi qualcosa, e non si capisce se il problema è da ricercare nella trama, nei personaggi o nel montaggio.

Nel primo minuto del film vengono spiegati numerosi particolari fondamentali della narrazione, scelta non vincente perché coglie lo spettatore impreparato e poco attento, perché ancora convinto che si tratti di uno dei trailer, invece è proprio il film che è iniziato e quando la concentrazione arriva, già si sono persi attimi importanti della bella voce di Alessandro Haber che fa da narratore fuori campo.

Tra gli attori Micaela Ramazzotti conferma anche in questo caso la sua bravura, mentre accanto a lei troviamo il cantante Cesare Cremonini, osannato dal regista, che compie bene il suo nuovo mestiere e risulta anche simpatico e adatto al personaggio.

Gradevole è il termine adatto per questo film. 

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