Il mio angolo di paradiso: recensione

BANALITY FAIR: STORIA DI UN AMORE IMPOSSIBILE TRA MEDICO E PAZIENTE

Non c’è il lieto fine e questo è lo spoiler che vi deve spronare e non andare al cinema per vedere “Il mio angolo di Paradiso”, semplicemente perché si tratta di un film evitabile: non fa riflettere, non fa ridere, non dà alcun insegnamento e, se non volete perdervi in una miriade di luoghi comuni e frasi fatte è meglio rimanere a casa o optare per altri film in questo momento in sala.

La protagonista di questo film è Marley Corbett, l’attrice Kate Hudson che interpreta una donna in carriera mangiatrice di uomini che scopre di avere un tumore al colon. Durante la biopsia, Marley parla con Dio (Whoopi Goldberg) ed esprime tre desideri. La ragazza poi si innamora del suo timido dottore, interpretato da Gael Garcia Bernal, che si trova veramente a vestire i panni di qualcosa che è totalmente distante dal suo modo di essere.

Insomma il film vorrebbe raccontare una storia drammatica in modo leggero e divertente, dando un barlume di speranza per quel che attende l’uomo nell’aldilà, con un messaggio semplice e semplicistico: una volta conclusa la missione sulla Terra devi andartene in Paradiso. La pellicola ricorda “Sweet November” e “I passi dell’amore”, ma certamente non rimarrà una pietra indelebile nella storia del cinema. Anzi si spera che venga presto dimenticata grazie ad altri film ben più strutturati e più intelligenti. 

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