Emotivi anonimi: recensione film

BEN DIRETTA, BEN SCRITTA, BEN RECITATA: UNA VERA COMMEDIA D’AUTORE

“Emotivi Anonimi” è la prima commedia di Jean-Pierre Améris ed è il primo dei suoi film ad aver avuto grande successo, anche a livello internazionale: più di un milione di spettatori soltanto in Francia. Si tratta di un film molto particolare, strambo, che affronta in modo leggero e divertente una tematica universale: la paura dell’altro e la mancanza di fiducia in sé stessi.

Angélique è una cioccolatiera con forti problemi di socialità: frequenta settimanalmente gli incontri di sostegno per persone emotive. Gli Emotivi Anonimi le danno la forza per presentarsi al capo di una piccola fabbrica di cioccolato per essere assunta. Jean-René, direttore della fabbrica, è anche lui un emotivo, soprattutto quando in tema di donne: le adora ma non riesce nemmeno a stringergli la mano. Su invito dello specialista, Jean-René trova il coraggio di chiedere ad Angélique di uscire a cena… Da qui, comincia il cammino della coppia verso una bella storia d’amore e la sconfitta di tutte le loro fobie.

Lo stesso regista in passato ha sofferto di queste paure ed ha trovato nei gruppi di sostegno per emotivi, un grande aiuto. Conosce bene l’argomento e se ne è servito per dare vita a un film anche un po’ autobiografico, senza però drammatizzare, scegliendo di farne una commedia. Frequentare questi gruppi è stato per lui fondamentale e gli dato un’importante lezione: l’unica terapia davvero efficacie è riderci sopra. Gli emotivi che il regista ha conosciuto durante gli anni nei gruppi di sostegno, erano persone afflitte da grandi rimpianti; persone che per paura non hanno vissuto. Con il suo film, Amérie si propone di aiutare queste persone a non privarsi della loro vita per paura, e pare ci sia riuscito: afferma di aver ricevuto lettere di ringraziamento da molti spettatori.

“Emotivi Anonimi” è una pellicola ben scritta, ben diretta, che vanta una bellissima fotografia soffusa ed elaborata. Una commedia esilarante, buffa e piacevole come non se ne vedono molte ultimamente. Non bisogna dimenticare un altro importante protagonista, il cioccolato: è per Angélique quello che il cinema è per Jean-Pierre Améris: una grande passione a cui dedicare al propria vita e grazie alla quale si riesce a vincere anche la più grande delle paure. 

FABIOLA FORTUNA

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