Il cubo: amarcord & curiositÀ

RUBRICA DEDICATA AL RECUPERO DI FILM CULT

Sei sconosciuti rinchiusi in una stanza: un cubo. Su ognuna delle sei pareti si apre una porta che dà su un’altra camera identica. Non hanno cibo né acqua. Uno di loro è autistico. Nessuno dà loro alcuna informazione sul perché si trovino lì e soprattutto su come uscirne. Eppure dovranno farlo alla svelta se vogliono sopravvivere: il gigantesco Cubo di Rubik nel quale si muovono alla cieca nasconde trappole tanto mortali quanto fantasiose. Dovranno collaborare, aiutarsi, ragionare per risolvere l’enigma. Ma il vero mostro è tra loro ed è la natura umana: imprevedibile, macchinosa, crudele.

Antenato di “Saw” con un pizzico di Agatha Christie e una bella spolverata di Philip Dick questa pellicola del 1997 indaga con originalità sull’ uomo e la sua forza, il suo ingegno e naturalmente le sue debolezze. Il nostro ego è in agguato, pronto a farci capitolare come un castello di carta in una tempesta di fronte alla perfezione matematica di una minaccia mortale.

Perfetto per chi ama una fantascienza originale, low budget e un po’ gore.

Curiosità:

– Girato in 20 giorni con una cinepresa a mano.

– La C.O.R.E., che ha curato gli effetti speciali, ha lavorato gratuitamente.

– Ognuno dei personaggi porta il nome di un penitenziario.

– Il set è composto da una sola stanza alla quale veniva cambiato il colore per simulare l’alternanza delle camere.

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