Twixt: recensione film francis ford coppola

DAL 29 TORINO FILM FESTIVAL, UN COPPOLA IN VERSIONE HORROR E IN TRE DIMENSIONI

Quando un grande regista decide di sperimentare è sempre uno spettacolo. Non fa eccezione nemmeno il nuovo lavoro del grande maestro Francis Ford Coppola, che per la prima volta si cimenta nella realizzazione di una pellicola in cui è presenta un uso (moderato e sapiente) della (stra)abusata tecnica del 3D. Con “Twixt“, film di chiusura insieme ad Albert Nobbs di questa 29esima edizione del Torino Film Festival, il registra Francis Ford Coppola ci accompagna in un mondo fatto di vampiri, streghe e atmosfere da romanzi horror di metà Ottocento.

Non è un caso il riferimento al secolo della decadenza dato che il protagonista, uno scrittore da due soldi, interpretato da Val Kilmer, trova in Edgar Allan Poe la sua guida per risolvere un caso di omicidio. Allan Poe in versione virgiliana, che accompagna il protagonista di “Twixt” verso la redenzione, come il sommo poeta latino ha fa nella Divina Commedia con Dante Alighieri.

Da sottolineare subito che non si tratta di un film in 3D. Le scene che utilizzano la tecnologia degli occhialetti sono solo due e Francis Ford Coppola per avvertire il suo spettatore di indossare gli occhiali utilizza una tecnica metacinematografica che poteva venire in mente solo ad un genio della settima arte. La storia è avvincente ed appassionante e si avvale di un cast che si cala perfettamente nelle atmosfere dark della pellicola.

Ovviamente una menzione speciale va dedicata ad Elle Fanning, la nuova diva nascente di Hollywood, che con il suo fascino etereo, è semplicemente straordinaria in ruoli demoniaci. La storia è oniricamente ispirata, con una sceneggiatura sapientemente articolata. L’unica cosa che c’è da augurarsi è che il film invada presto le sale italiane. Del resto quella di Torino di oggi è un’anteprima europea. 

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