Sundance 2012: festival ricco, da redford a spike lee

REGISTI, AUTORI E ATTORI IN CERCA DI VETRINA SONO DI PASSAGGIO NELLO UTAH

Di ogni festival ce n’è uno, vale per tutti e per nessuno. Il proverbio appena inventato e francamente poco convincente sta a significare che la quantità “industriale” di festival cinematografici sorti negli ultimi anni rischia di offuscare il concetto stesso di kermesse, una festa esclusiva dove star e pubblico si danno appuntamento, non in ogni dove, ma in realtà ben specifiche.

Come presso il Sundance, il festival nato nel 1978 con il nome di Utah/US Film Festival, diventato con gli anni e grazie all’intervento di Robert Redford una delle vetrine del cinema indipendente, statunitense e internazionale più rinomate.

Di questa ultima edizione, ora in onda a Park City dove rimarrà fino al prossimo 29 gennaio, Spike Lee è uno degli indubbi protagonisti. Il regista newyorkese ha infatti presentato il suo ultimo lavoro, “Red Hook Summer”, seguito tematico di “Fa la cosa giusta”, che riprende scene di vita metropolitana, con quelle atmosfere urbane tanto care all’autore americano. Spazio anche a Rodrigo Cortes, il quale ha scelto nuovamente il festival per portare all’attenzione pubblica il suo nuovo lavoro, “Red lights”,  un thriller sovrannaturale di ottima fattura.

Robert Redford, nel frattempo, da buona icona a tutto tondo,  attacca il Congresso e  il governo di Barack Obama e si schiera  con gli indignati di ”Occupy Wall Street” che protestano da settimane contro le lobby di potere, banche in primis. Tutto ciò, mentre prosegue il suo mestiere di regista con il completamento della sua ultima fatica “The company you keep”, definito dallo stesso Redford un film molto low-budget e indipendente, con un cast di alto livello.

Gli indignados a stelle e strisce sono raccontati anche da “We’re not Broke” di Karin Hayes e Victoria Bruce, mentre in “Escape fire: The fight to rescue American healthcare”, i registi Matthew Heineman e Susan Froemke scrutinano le falle del sistema sanitario statunitense, seguito da un’altra pellicola di denuncia proiettata in anteprima mondiale: “Arbitrage” di Nicolas Jarecki, con Richard Gere nei panni di Robert Miller, milionario che cerca di vendere il suo impero finanziario prima che venga scoperta la frode di cui è stato artefice. Insomma, si può dire che il tema del conflitto sociale rimane tutt’oggi aperto. 

Vi ricorda niente? Buona permanenza nella valle dei mormoni…per chi può! 

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