The devil inside: primo posto e polemiche

L’ALTRA FACCIA DEL DIAVOLO VOLA NEGLI USA, MA IL VATICANO LO “SCONSIGLIA”

Il provocatorio film sull’esorcismo, materia tanto cara al mondo del cinema, “The Devil Inside” ha vinto la sfida al botteghino americano, con 34,5 milioni di dollari incassati in 72 ore. Il film scalza dalla prima posizione il quarto capitolo di “Mission Impossible”, che fino ad oggi era rimasto saldamente al comando. “The Devil Inside” gioca tutto il suo successo su un concetto molto semplice, che si sta diffondendo a macchia d’olio nel mondo del cinema americano: piccolo budget, grande clamore mediatico. Infatti a produrre “The Devil Inside” è Steven Schneider, il produttore che ha consacrato al successo “Paranormal Activity”, realizzando un film low cost, a cui ha aggiunto una campagna promozionale di dimensioni colossali, sfruttando soprattutto internet.

Con “The Devil Inside” si ripete la formula, che ha portato molti curiosi a vedere questo horror girato tra l’Italia, soprattutto Roma, e la Romania. La prima cosa che compare sullo schermo è una frase, che porterà molti solo per questo ad andare al cinema. Si legge: “Il Vaticano non incoraggia la visione di questo film”, facendo presagire che si tratta di un film da mettere all’indice. “The Devil Inside” è girato come se fosse un documentario, ma in realtàò i fatti narrati sono tutti frutto della fantasia dello sceneggiatore e regista William Brent Bell. Si tratta di una storia di esorcismo, giocata su due livelli il passato e il presente.

Nel 1989 una donna è rinchiusa in un manicomio e nemmeno un esorcismo riesce a salvarla. Nel 2009 la figlia della donna cerca di ritrovare la madre con l’intenzione di girare proprio un film sull’esorcismo. Il film si basa sulle pratiche dell’esorcismo che ancora oggi molti preti mettono in atto e mostra sacerdoti che annegano neonati nell’acqua santa, suore-zombi e donne possedute e rinchiuse nelle cantine delle ville romane. Chissà quale sarà la vera reazione del Vaticano di fronte a questo film, certamente utilizzeranno la solita carta: l’indifferenza.

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