Il patto dei lupi: focus sul film semi-horror

LA VERA STORIA DI UN MISTERIOSO MASSACRO NELLA FRANCIA DEL XVIII SECOLO

A metà del 1700, durante il regno di Luigi XV, la Francia fu avvolta in una spessa nube di confusione, stupore e paura. Le notizie che giunsero a corte dalla regione del Gévaudan pietrificarono gli animi di tutti: una bestia quasi sovrannaturale era responsabile di oltre cento tra aggressioni e brutali uccisioni. Questa è storia. Documentata.

Rimane ancora oggi, però, un mistero: cos’era quella bestia? Da dove veniva? Fu forse ordito un complotto per far cadere la casa reale? Tranquilli non è una puntata speciale di Voyager ma lo spunto reale e storico che fa da spina dorsale a questa pellicola di produzione francese.

Naturalmente il tutto è ben miscelato per tenere alta la suspense: atmosfere lugubri e nebbiose, amplificate da una splendida fotografia, personaggi ambigui, complotti e sotterfugi e naturalmente violenti omicidi perpetrati dalla misteriosa bestia.

Non manca neanche qualche cliché come il rude protagonista (Samuel Le Bihan), coraggioso cacciatore e uomo di mondo; il suo aiutante indiano (Mark Dacascos), stregone ed esperto nel combattimento corpo a corpo; e infine, non potevano mancare, la coppia francese per eccellenza: Vincent Cassel nei panni di un inquietante e ambiguo rampollo francese e Monica Bellucci in quelli di una prostituta con oscure conoscenze magiche.

Il regista Christophe Gans, possiamo dirlo, se l’è cavata piuttosto bene, considerando che a livello internazionale ha incassato poco più di 70 milioni di dollari. Questo piccolo successo gli ha anche permesso di fare una capatina (per ora molto breve) nella vera culla dell’industria del cinema dirigendo nel 2006 “Silent Hill”.  

Come sempre consideriamo apprezzabile il trasporto e la passione che dimostrano molte produzioni europee nel lanciarsi in generi, come il fantasy o l’horror, ormai quasi monopolizzati da Stati Uniti e (sempre con maggior frequenza) dalle “potenze” nipponico-coreane. 

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Qualche curiosità:

•       Tutti i personaggi, eccetto l’indiano Mani, sono realmente vissuti sotto Luigi XV.

•       Il nome della nave su cui viaggia De Fronsac (Samuel Le Bihan) si chiama “Frére Loup”

•       Le teorie sull’origine della vera bestia concordano che si tratti di uno o più lupi di dimensioni straordinarie. 

•       Negli USA il film ha incassato poco più di 10 milioni di dollari

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