Soldi sporchi: focus sul film di sam raimi

ANALISI DI UN ANNUNCIATO SALTO DI REGIA DALL’HORROR AL THRILLER QUOTIDIANO

Questa cupa vicenda noir si apre avvolta nelle inquietanti e cupe note di Danny Elfman, perfette per accentuare le nere sensazioni che si hanno guardando questo film. Silenziosa e letale come una volpe che si intrufola in un pollaio, questa pellicola di Sam Raimi indaga con profondità e verosimiglianza sull’integrità e sull’onestà dell’uomo.

Hank (Bill Paxton) è il perfetto cittadino americano felicemente sposato, con un lavoro apprezzabile e rispettato da tutti. Insieme a suo fratello Jacob e ad un amico (Billy Bob Thornton e Brent Briscoe), trova un piccolo velivolo schiantatosi nel bosco innevato. Nella cabina, oltre al pilota morto, c’è una sacca di tela.

Dentro 4 milioni di dollari. La tentazione è forte. Il senso dell’onestà no.

Hank è il più razionale e il più acuto dei tre e, consapevole della dubbia provenienza del denaro, tenta di dissuadere il fratello dall’appropriarsi della borsa, ma ben presto cede. Il piano è molto semplice: aspettare e tenere nascosti i soldi fino all’arrivo dell’estate, quando la neve sarà sciolta.

Ora su un piatto della bilancia ci sono l’integrità, una coscienza pulita, il rispetto di se stessi e sull’altro 4 milioni e tutto ciò che un uomo può desiderare. Hank non tarderà a capire di avere un grosso vantaggio sugli altri due e di poter manipolare gli eventi e le persone a proprio favore…

Raimi abbandona momentaneamente l’horror fantastico che lo distingue per cimentarsi in una storia al limite tra il thriller, il noir e il dramma. Il forte realismo degli eventi e dei temi affrontati crea una strana e amara empatia tra protagonista e spettatore: quasi percepiamo un velo di sospetto su noi stessi. Dubitiamo della nostra forza.

Anche noi faremmo un patto faustiano con una borsa di soldi solo per avere tutto quello che desideriamo? Perché, ammettiamolo, siamo più che consapevoli che tutte le persone di questo mondo, compresi amici, fidanzate, moglie e familiari, hanno un prezzo.

Gli onesti ne hanno uno solamente troppo alto … o no?

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