10 regole per fare innamorare: recensione del film

DELUDE IL DEBUTTO CINEMATOGRAFICO DEL FENOMENO WEB “WILLWOOSH”

Il paragone cui più spesso viene sottoposto, a dire il vero maniera troppo frettolosa, è quello con un giovane Fabio Volo: amato alla follia da una folla adorante ed odiato allo stesso modo da tutti I suoi detrattori. Ma dietro il successo di Gugliemo Scilla, c’è molto di più di quanto si possa semplicisticamente immaginare.

Il fenomeno Willwoosh, questo il nome d’arte nella rete, risale a soli 3 anni fa, quando i suoi video su youtube lo eleggono a personaggio multimediale. Da Youtube al grande pubblico, il passo è breve. Conduttore radiofonico su Deejay, scrittore, sceneggiatore e in ultimo attore. Il suo approdo sul grande schermo arriva in concomitanza con l’uscita in libreria del suo primo lavoro editoriale. “10 regole per fare innamorare” è infatti il titolo del libro, edito da Kowalski, da cui prende spunto l’omonimo film di Cristiano Bortone.

 

La ricetta è la più semplice al mondo, riproporre in chiave romanzata il decalogo letterario, aggiungendo come protagonista del film una faccia molto nota al pubblico. Marco (Scilla) è un ragazzo di vent’anni che ha abbandonato l’università e gli studi di astrofisica per dedicarsi alle sue vere passioni: scrivere e insegnare in un asilo. Un nerd piacione a cui riesce difficile conquistare le ragazze, ma che un giorno, nel più classico dei colpi di fulmine, si innamora di una ragazza che incontra per caso al lavoro.

Ad aiutarlo nell’impresa titanica i suoi stravaganti coinquilini, subito pronti a dispensare consigli amorosi su come conquistare il lato femminile dell’universo. Un aiuto inaspettato arriverà però dal padre di Marco, eterno Peter Pan e latin lover incallito, che svelerà al figlio le famose 10 regole per fare innamorare qualsiasi donna. Per l’occasione il padre ha le sembianze di Vincenzo Salemme, volto noto che serve come il pane in questo contesto di attori ancora poco conosci. E’ il suo personaggio che prende la scena ogni volta che si accende la telecamera, con il risultato di oscurare il resto del cast.

Troppo facile quindi sfruttare il successo del personaggio “Scilla” e riproporlo in chiave cinematografica per un pubblico giovanile e di settore.  Il risultato è un film che esordisce con l’ambizione ad essere il nuovo “Notte prima degli esami”, Brizzi collabora alla sceneggiatura insieme con il regista, ma risulta inevitabilmente come un’esperimento a metà strada tra un cortometraggio su youtube ed un film per adolescenti. Troppo semplice il linguaggio visivo, ripetitivi e privi di elementi innovativi legati al mondo giovanile cui pure si ispirano, I dialoghi tra I protagonisti.

Questo primo esperimento del fenomeno Willwoosh lascia con più dubbi che certezze e lo stesso protagonista risulta sovraesposto e spaesato lontano dai riflettori di internet in cui la durata massima di un video è di 10 minuti. Sostenere l’occhio critico dello spettatore per gli oltre novanta minuti del film è un esperimento molto più complesso e rischioso. Proprio come il suo alter ego Fabio Volo, anche Scilla doveva aspettare la pubblicazione del quarto libro, per non vedersi, forse, bruciato prima del tempo.

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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