27 torino glbt film festival: ecco i film del focus “for ever young”

ECCO ALCUNI TITOLI CHE SARANNO PRESENTATI NEL FOCUS “FOREVER YOUNG, GLI AMORI IMMAGINIARI” AL PROSSIMO TORINO GLBT FILM FESTIVAL

Manca ormai meno di un mese all’inizio della 27esima edizione del Torino GLBT Film Festival, unica rassegna cinematografica italiana dedicata interamente al cinema omosessuale. Il Festival, come da tradizione, oltre alla sezione principale con i film in concorso, decica ampio spazio al focus che quest’anno ha il titolo di “Forever Young, gli amore immaginari” che cercherà di tracciare una piccola mappa di film di autori e di alcuni registi emergenti che hanno trattato il tema dell’identità sessuale nell’adolescenza. L’11 aprile prossimo conosceremo tutti i 140 titoli che compongono il 27 Torino GLBT Film Festival, ma intanto siamo in grado di cominicarvi i film che faranno parte di questa sezione (Unmade Beds, Random Strangers, Oroi, Sur Le Départ, Westerland, Utopies, Where the Boys Are), che gli organizzatori della kermesse hanno voluto per “puntare l’attenzione su questo mondo, in costante mutamento, un universo imploso dove la sessualità viene sempre più vissuta senza soluzione di continuità, in maniera più fluida, meno categorizzata ma non per questo, meno problematica.  L’adolescenza o i primi vent’anni fanno da culla ad amori impossibili, non (ancora) realizzati e all’accettazione di sé: un’esperienza di transito, di sogno, immaginaria”.

Tra i film presentati ci sarà “Unmade Beds” di Alexis Dos Santos, il cui protagonista Axl vaga alla ricerca di un padre, di un passato che non conosce, di un presente che sia reale, anche nell’amore tra i letti sfatti di una warehouse, le feste e i concerti dell’East End, di una Londra underground. In “Random Strangers, un cortometraggio, gli amori vagano tra Buenos Aires e Berlino nella gigantesca solitudine di una ChatRoulette. Tra tenerezze, segreti e confessioni proibite una sottile linea di tensione lega il diario intimo di Lulu e Rocky, la loro virtuale “corrispondenza” e nega, chissà, la possibilità di un amore.

Al Festival sarà presente anche “Oroi”, film islandese, che è anche l’esordio nel mondo dei lungometraggi del regista Baldvin Zophoníasson. Il film racconta la storia di Gabriel e del suo smarrimento, al rientro nella fredda Reykjavík da un viaggio estivo di studio a Manchester, a causa d’un bacio scambiato con Markus, suo compagno di stanza in Inghilterra. Il focus basato tutto sugli amori immaginari propone anche “Sur Le Départ” film di un altro regista esordiente: Michaël Dacheux, che si cimenta in una storia a distanza tra due amici. Piano e Clarinette si separano a diciott’anni poiché Clarinette va a vivere a Parigi lasciando la cittadina di provincia dove è cresciuto e dove resta Piano. Una volta l’anno si rincontrano per raccontarsi, per scoprirsi cambiati eppure invisibilmente uguali, legati dal filo d’un sentimento.

Westerland”, opera prima di Tim Staffel, ispirata allo stesso omonimo romanzo del regista, è stato presentato presentato alla Berlinale di quest’anno, e racconta la difficile amicizia tra un ragazzo omosessuale ed un eterosessuale. In “Utopies di Manfred Rott si racconta invece l’amore ai tempi di internet: due adolescenti conosciutisi su una delle tante chat gay evadono dal grigiore e dai soprusi della banlieue parigina cercando un luogo dove evadere e poter forse vivere un sogno. Infine un posto d’onore e di riguardo spetta a “Where the Boys Are” pellicola di Bertrand Bonello, autore tra gli altri degli apprezzati Le Pornographe (2001) e Tiresia (2003), che racconta la vita dell’alta borghesia parigina, dove cinque ragazzine passano i pomeriggi nel dolce far nulla: si truccano, ascoltano musica, bevono tanto e s’immaginano più grandi sognando un principe azzurro che non arriverà mai. Nell’ebbrezza innocente si scoprono forse amanti mentre davanti a loro il mondo scorre, cambia: fuori dalla finestra l’immagine forte di operai arabi e africani che stanno costruendo una moschea, fa loro da controcanto, simbolo di una realtà autentica dove le differenze sessuali sono ancora oggetto di discriminazione.

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